Sulla Maiella, alla ricerca del lupo

Francesca D’Amico sui passi di Paolo Barrasso, biologo abruzzese scomparso nel 1991 sul Morrone
PESCARA. Approda in radio la storia di Paolo Barrasso, il biologo abruzzese tragicamente scomparso trent'anni fa sulla Maiella dove curava progetti scientifici per la salvaguardia della biodiversità. A portarlo via etere è la pescarese Francesca Camilla D’Amico con “Lama Bianca”, escursione radiofonica in onda su Radio3 Rai in cinque puntate dal 22 al 26 marzo alle ore 19.50 all'interno del programma Tresoldi. Attraverso la faggeta di Lama Bianca nel Parco nazionale della Maiella, Francesca, narratrice e guida ambientale, accompagnerà gli ascoltatori sui passi del biologo e poeta Paolo Barrasso che partecipò negli anni ’70 al primo progetto per la salvaguardia del lupo appenninico in Italia denominato “Operazione San Francesco”.
“Lama Bianca” è a cura di Gianluca stazi e Francesca Camilla D'Amico, un progetto di Tratti Documentari e Bradamante Teatro, con il sostegno del Parco nazionale della Maiella, la partecipazione di Aigae- Associazione italiana guide ambientali escursionistiche e il patrocinio del Wwf Italia. Le puntate saranno riascoltabili in podcast e su Raiplay Radio (https: //www.raiplayradio.it/programmi/tresoldi/). In un tempo non molto lontano nella natura selvaggia degli Appennini, esordisce il racconto radiofonico, di lupi ce n’erano rimasti pochi ed erano tanto affamati. Paolo, un giovane biologo, insieme al suo fedele cane Orso, viene mandato tra quelle montagne per studiarli. Lo attendono notti all’addiaccio, sveglie all’ora dei gufi, attese e batticuori, ululati e sguardi selvatici. Dopo secoli di persecuzioni, i lupi hanno imparato l’arte del silenzio e per questo non è facile vederli. «Il racconto intende sfatare miti e false convinzioni sul lupo, per favorire la conoscenza di uno degli animali simbolo delle nostre montagne e raccontare come l’uomo possa intervenire in maniera costruttiva sui delicati equilibri dell’ecosistema», afferma Francesca Camilla D’Amico. Paolo Barrasso, aggiunge l'attrice abruzzese, era uno scienziato ma anche un poeta, il suo amore per la natura lo aveva portato a volerla raccontare per farne conoscere meraviglie e segreti. Al rigore dello scienziato univa le qualità del sognatore, dedicando tutta la sua vita alla montagne per ripristinare gli equilibri turbati dall’uomo. Barrasso è stato protagonista di progetti scientifici importanti che hanno reso possibile il ritorno dei lupi sull’Appennino e la ricostruzione della sua catena alimentare con la reintroduzione di cervi e caprioli che l’attività venatoria incontrollata aveva sterminato».
Negli anni ‘80 Barrasso ha dato vita al primo museo archeologico e naturalistico in Abruzzo, oggi a lui intitolato, a Caramanico Terme. Lo scienziato naturalista aveva lavorato instancabilmente per vedere la Majella, la montagna tanto amata, finalmente protetta. Perse la vita poco prima di vedere il suo sogno realizzato, in un tragico incidente sul Monte Morrone, mentre era sulle tracce degli orsi.