SUSANNA TAMARO: DELL’ABRUZZO AMO LE MONTAGNE

L’autrice al Giardino letterario di San Pietro della Ienca «Temo gli effetti del digitale e la dittatura delle idiozie»
L'AQUILA. Le insidie del nostro tempo viste dall’ottica di un bambino, la cui innocenza fa i conti con tante incongruenze, in un’epoca che cerca di mettersi alle spalle le contraddizioni legate al contrasto della pandemia, mentre affronta le sfide del digitale e dell’intelligenza artificiale. Il bambino in questione è Sam, protagonista del nuovo libro di Susanna Tamaro “Tutti abbiamo una stella”(Il battello a vapore): un bimbo smarrito che parte per un viaggio avventuroso. Del resto, la scrittrice triestina, da un po’ ha scelto di mettere i più piccoli al centro della sua narrativa. Sarà lei domenica 2 luglio alle 17.30 la protagonista dell’appuntamento principale della rassegna aquilana “Il Giardino letterario”, nello spazio verde dedicato in San Pietro della Ienca. La 10ª edizione si è aperta con la presentazione del volume “Il mondo che va” di Goffredo Palmerini (One Group Edizioni) a seguire Francesco Fagnani. Dunque, Rodolfo De Laurentis (9 luglio) e Gianfranco Giustizieri (16). Domenica 22 arriverà il cardinale Angelo Comastri, il 30 luglio sarà la volta di Patrizia Cotticelli. Poi Giovanni Di Luca (13 agosto), Michele Antonelli (20), il generale della Guardia di Finanza Gianluigi Mariano Miglioli (27). Ultimo appuntamento il 3 settembre con il Teatro dei 99 e Gli amici della Transumanza sul testo di Franco Marulli “La notte delle stelle”. Tamaro parlerà sia di “Tutti abbiamo una stella”, sia di “Tornare umani” (Solferino). «Andando avanti con gli anni», afferma l’autrice di “Va dove ti porta il cuore”, «ho più voglia di scrivere per i bambini».
Tamaro, lei è un’habitué della Ienca e della sua rassegna letteraria, perché?
Non sono una che va alle rassegne tanto facilmente e invece qui mi appresto ad esserci per la terza volta. Questo è in qualche modo merito della tenacia di Franca (l'organizzatrice Franca Corrieri ndr) che è arrivata a scrivermi lettere a mano per farmi capire il suo desiderio di volermi da queste parti. Il resto lo fanno questo posto magico, caro anche a papa Giovanni Paolo II, e il mio amore per la montagna.
Montagne abruzzesi che lei conosce bene, quante cose la legano a questa terra?
Beh, sono molte. Anche e soprattutto L’Aquila, che è presente in “Va’ dove ti porta il cuore” dove, in un passaggio, si parla persino del torrone Nurzia. Ma potrei citare aneddoti e ricordi di passeggiate sui sentieri Cai in Abruzzo, Umbria e Marche.
Aree segnate dai terremoti del 2009 e del 2016-17, che giudizio si è fatta del post-sisma?
Ho vissuto il terremoto nel mio Friuli Venezia Giulia e ho visto case distrutte e devastazione, così come un modello che ha permesso alla mia gente di rimboccarsi le maniche e ricostruire in fretta. Qui si fanno i conti con procedure complesse che frenano gli interventi.
Da quello che scrive e dalle sue interviste emerge una critica non troppo velata alle contraddizioni della società, dalle regole post-pandemiche all'intelligenza artificiale. Quasi come se si parlasse di un contesto uscito dai romanzi di Huxley o Orwell.
Non è una esagerazione guardare le cose in questo modo. Sembra che la nostra società abbia subìto un’ipnosi di massa che ci ha costretti ad accettare regole che mai avremmo accettato. Mi sono ritrovata a nascondermi per passeggiare nei boschi da sola, a indossare la mascherina in un contesto isolato. Il digitale lo vedo come una minaccia per i bambini, nelle fasi educative. Sull'intelligenza artificiale leggo molto, sono incuriosita e spaventata. Tempo fa, mio fratello ha chiesto a Chat Gpt di fare un mio ritratto, sono uscite fuori parecchie informazioni inesatte. Si rischia di fare i conti con una dittatura delle idiozie.
