Svelata la scenografia dell’Ariston «Ecco la mia città della musica»

29 Gennaio 2018

SANREMO. «La scenografia, pensata come un auditorium, è concepita prospetticamente per espandersi nel Teatro Ariston. Maglie larghe in acciaio – quasi vie – costruiscono un legame con l'esterno...

SANREMO. «La scenografia, pensata come un auditorium, è concepita prospetticamente per espandersi nel Teatro Ariston. Maglie larghe in acciaio – quasi vie – costruiscono un legame con l'esterno attraverso percorsi di luce. Il bianco trionfa: purezza dell'arte».
Così Emanuela Trixie Zitkowsky, scenografa del 68° Festival di Sanremo, racconta l'incontro tra luce, immagine e architettura sul palco dell'Ariston, per accompagnare lo spettacolo delle canzoni davanti ai milioni di telespettatori a casa e ai 1273 spettatori seduti in teatro. «La musica al suo interno, proprio grazie a queste maglie di legami, esce all'esterno traendo ispirazione e motivo di esistere», spiega. Gli elementi architettonici donano volumi di scena a rappresentare un agglomerato urbano, una città del futuro. Attraverso due spirali video che si innalzano e si elevano in torsione elicoidale per aiutare la musica a innalzarsi verso nuovi orizzonti». «Mille metri quadrati di video e di luce», prosegue la scenografa, «trasformano il tempio immacolato in una tavolozza dai mille colori. Un sipario progettato in 4 lame scende e preserva gli spazi preannunciando nuove visioni attraverso le sue 4.870 lampadine a goccia che richiamano il passato ma custodiscono nel nucleo nuove tecnologie proiettate nel futuro. Nel cuore della scena un fiore strutturale chiude la prospettiva a simbolo della purezza delle arti, si diffonde verso l'alto occupando il boccascena e sovrastando il pubblico». «Un volumetrico pentagramma ove nuove note danno vita all'anno zero della musica italiana così come concepito dal direttore artistico», sottolinea ancora. «Due scale laterali come petali abbracciano e introducono l'orchestra bianca disposta su due piattaforme che diffondono le note in questo auditorium del futuro dove la musica è protagonista».