Teresa Mannino show poi Eros per la pace e Russell Crowe inedito

9 Febbraio 2024

Sul palco irrompono le morti bianche e la dignità del lavoro Gianni Morandi contro la guerra canta “C’era un ragazzo...”

L’appello alla pace di Eros Ramazzotti e quello per la dignità del lavoro di Stefano Massini, il graffio ironico di Teresa Mannino, un inedito Russel Crowe che canta. Serata grintosa la terza del festival di Sanremo. Una Loredana Bertè commossa e quasi imbarazzata dalle standing ovation che il pubblico le riserva ogni volta che fa capolino sul palco dell’Ariston, apre la gara presentando il primo concorrente, Il Tre, che la regina del rock riempie di carezze. Intanto Amadeus ci tiene subito a dire: «Si è parlato tanto, forse troppo, di John Travolta e credo non si sia dato il giusto spazio alla straordinaria testimonianza del maestro Giovanni Allevi». Stempererà Fiorello in collegamento dall’Aristonello sull’argomento: «Ama per il qua qua ci stanno insultando tutti. Se avessimo scippato due anziani fuori dalla Posta ci avrebbero insultati di meno».
«Finalmente Sanremo! Sanremo si ama, Ama si ama, si amano tutti ma io queste scale non le scendo. Mi sono fatta gli occhiali nuovi, progressivi, e non capisco quando è l’angolo giusto». Teresa Mannino fa il suo ingresso da co-conduttrice in stile diva di Broadway e sferza a modo suo la sovraesposizione mediatica del festival: «I giornalisti stanno tutti qua, se succede un fatto nel mondo non lo sapremo mai: è un mese di incoscienza. Sanremo è un grande carnevale». E ironizza sul suo abito bianco con le ampie maniche rivestite di piume: «Ce l’ha uguale Jennifer Lopez, ma lei ci va a fare la spesa. Se vado dal macellaio così mi spenna e mi butta nel banco frigo. E comunque prima delle polemiche, sappiate che non ho ammazzato nessun uccello».Sarà lei ad accompagnare il ritorno di Gianni Morandi all’Ariston come ospite: «Da piccola volevo fare la cantante, mia sorella mi diceva sei stonata e quando canti tu piove. E pioveva. Stasera devo fare lo sfregio a mia sorella, cantare a Sanremo», racconta Teresa e chiede a Morandi di cantare C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones. «In questo momento» dice l’attrice «ne abbiamo davvero bisogno». Tutto l'Ariston canta con lui. Mannino è irrefrenabile. Si stende in braccio a Il Volo: il trio è in veste di “presentatore” ed è particolarmente giocoso, con Gianluca Ginoble che si concede un saluto speciale con il conterraneo Leonardo De Amicis, direttore dell’Orchestra di Sanremo: «Siamo abruzzesi», spiegano quasi in sincrono. «Aria di casa...». Sul podio poi sale un altro abruzzese, Enrico Melozzi a dirigere l’orchestra per Mr.Rain, che a fine esibizione scende ad abbracciare il maestro teramano.
La spruzzata di capelli grigi è l’unico segnale che, sì, sono passati 40 anni da quando Eros Ramazzotti vinse tra le Nuove promesse Sanremo con “Terra promessa”: stessa emozione, bravura aumentata il cantautore si fa abbracciare dall’intero teatro. Un pensiero al padre, «mi ha dato la spinta», un grazie a Sanremo da cui tutto è iniziato, e poi tre momenti indimenticabili della carriera: «L’arrivo a Milano da Roma: non vedevo la città, c’era nebbia, ma mi piaceva la carica della città tra musica, moda, arte; la firma con la Sony nel ’95, l’incontro con Tina Turner che vorrei ricordare stasera». Poi l’appello: «Ci sono quasi 500 milioni di bambini che vivono in zone di conflitto, altri milioni che non vedranno mai la terra promessa: basta sangue, basta guerre. Pace!» Sul palco dell'Ariston c'è spazio anche per parlare di diritti e morti sul lavoro con Stefano Massini e Paolo Jannacci che arrivano con il brano “L'uomo nel lampo” «Questo è il festival della canzone italiana e l'amore è stato declinato in tutte le sue forme possibili», dice lo scrittore e saggista, «ma c'è un amore di cui non si parla mai, l'amore per i diritti che ci spettano chiunque tu sia. All'Ariston voglio far risuonare una parola che è dignità: viva la dignità». Torna la leggerezza con una splendente Sabrina Ferilli a presentare la nuova fiction di cui è protagonista “Gloria”. «Al mio segnale scatenate l'inferno»: il Gladiatore è tornato all'Ariston e l’epica battuta del kolossal di Ridley Scott risuona con tutta la potenza della voce originale di Russell Crowe, che la pronuncia in italiano, ospite all'Ariston con la sua band The Gentlemen Barbers con cui esegue Let Your Light Shine. Poi abbraccia Mannino urlando «Teresa» e, geniale, quando l'attrice cita, tra le altre star con origini italiane, John Travolta, mima il ballo del qua qua, tormentone della giornata.