The Hustler, l’inno del rapper migrante Mr. WorldWide

CASTEL DI SANGRO. Si intitola “The Hustler” la canzone del rapper migrante ed è il primo singolo di John Njie, in arte Mr. WorldWide, ex speaker radiofonico in Gambia, rifugiato politico a Castel di...
CASTEL DI SANGRO. Si intitola “The Hustler” la canzone del rapper migrante ed è il primo singolo di John Njie, in arte Mr. WorldWide, ex speaker radiofonico in Gambia, rifugiato politico a Castel di Sangro dal 2015. Il brano, prodotto dalla Rod’s Garage, vuole essere un inno a colui che tollera e un invito ad «aprire gli occhi e allargare la mente» e la sua storia parte da lontano. John Njie , 33 anni, lavorava nell’emittente locale Westcoast Radio. In un Paese in cui ancora vige la dittatura, John conduceva un programma sui diritti umani. Nel 2015 viene arrestato per la prima volta e passa 7 giorni in cella. Poco tempo dopo i militari fanno chiudere la radio e John viene arrestato ancora. Uscito dal carcere dopo 14 giorni, era la fine di ottobre, decide di partire. Inizia così il suo lungo viaggio verso l’Europa. Dal Gambia va in Senegal, dove inoltra una richiesta di asilo che gli viene bocciata poiché non ha parenti in grado di ospitarlo. Si sposta così in Algeria passando per il Mali, dove conosce due ragazzi poverissimi e decide di aiutarli, ma i due lo ricambiano derubandolo. Anche in Algeria la sua richiesta di asilo non viene accettata, così si sposta in Tunisia e si imbarca. In Italia arriva nel dicembre 2015 e insieme ad altri 70 migranti viene indirizzato al centro di accoglienza di Roccacinquemiglia, frazione di Castel di Sangro. Qui si fa presto conoscere per il suo carattere allegro e disponibile, sempre pronto ad aiutare. John infatti, oltre alla sua lingua, parla correntemente l’Inglese e 9 dialetti africani dal Senegal alla Nigeria e si offre quindi come interprete. Ama leggere e scrivere e in meno di un anno impara l’Italiano. Ma John ama soprattutto la musica e scrive delle frasi che recita in un genere simile al rap ogni volta che ne ha l’occasione. Sul finire del 2016, tramite il responsabile dello sportello per gli immigrati, John viene così in contatto con Gianni Rocci, musicista di Castel di Sangro, proprietario della Rod’s Garage, accademia musicale e studio di produzione. «Quando l’ho conosciuto», racconta Gianni Rocci, «John ha voluto recitarmi alcune sue frasi sulla sua esperienza, sul viaggio, sulla sofferenza e sulla realtà di tanti ragazzi come lui. Sono rimasto colpito dalle sue idee e dal suo modo di porsi. Quando mi ha raccontato di essere stato derubato, sembrava quasi volesse giustificare i ladri in quanto mossi da reale necessità». Il giovane soffre di attacchi d’ansia, mal di testa e svenimenti causati dallo stress, dall’impossibilità di sentirsi realmente libero e integrato. Passano mesi e John ottiene i documenti, inizia a lavorare come cameriere in un albergo del luogo e ne approfitta anche per tornare in Gambia e riabbracciare i suoi cari. Nel frattempo Rocci decide di lavorare sul testo di quello che sarà “The Hustler”. A inizio 2018 un nuovo, decisivo, incontro per John. Gianni collabora con Andrea Rocci e Dario Riccio della New Star Movies, startup di Castel di Sangro specializzata in videomaking e decide di sottoporre loro il progetto. Che ai due piace e, con il webmaster Mario Covotta, danno vita al videoclip di “The Hustler” (vedi su www.ilcentro.it). «La sua voce» spiega Gianni Rocci, «ci guida in un viaggio narrato, spesso erroneamente considerato rap». Hustler è un termine inglese dalla difficile traduzione, da approfittatorea traffichino o imbroglione, in questo caso è da intendersi come “persona energica”, che si fa in 4 per gli altri. Nel videoclip, John canta mentre scorrono immagini di persone che partono e arrivano, proiettate su tanti schermi di varie dimensioni. Milioni di persone che fuggono e milioni che accolgono.
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