Tintin, l’intrepido reporter viaggiatore ha 90 anni

Disegnato dal belga Hergé e celebrato da Steven Spielberg, il fumetto ha venduto 230 milioni di copie
Compie oggi novant’anni Tintin, eroe intrepido dal cuore puro, personaggio simbolo della bande dessinée, la grande scuola franco-belga del fumetto.
Il coraggioso reporter viaggiatore e investigatore, ciuffo e calzoni alla zuava, giovanotto dall’età indefinibile, fu creato dal suo papà Hergé (nome d’arte dalla pronuncia delle iniziali del suo nome, Remi George) quando questi aveva 21 anni. La prima delle 23 avventure (la 24esima è incompiuta) di Tintin fu pubblicata il 10 gennaio 1929 sulle pagine del settimanale belga Le Petit Vingtième, supplemento del quotidiano cattolico Le Vingtième Siècle. Quella prima storia, “Tintin nel Paese dei Soviet”, è ambientata nella Russia bolscevica del 1929 e nella Repubblica di Weimar.
Tutte le avventure di Tintin in giro per il mondo sono collocate infatti in contesti storici precisi, che offrono uno sguardo sulle realtà nazionali del Novecento. Come se, hanno detto gli studiosi del fumetto, geografia e storia creassero ogni volta la scenografia in cui Hergé calava il suo personaggio. Così nel 1931 ecco “Tintin in Congo”, storia avventurosa riflesso di un’epoca coloniale e paternalista. L’anno dopo il ragazzo di Bruxelles va nel nord America a difendere i nativi, nel 1934 si trova nella Cina occupata dai giapponesi, tre anni dopo rincorre dei falsari tra Inghilterra, Belgio, Scozia. Nel 1940 difende la monarchia della Syldavia (identificabile con l’ex Jugoslavia) dalle mire del temibile Müsstler (crasi di Mussolini e Hitler).
Nelle sue avventure Tintin arriva sulla Luna (15 anni prima di Neil Armstrong), affronta dirottatori di aerei e dittatori sudamericani. Sempre in compagnia del fedele cagnolino Milou. Tutti disegnati con quella ligne claire, la linea chiara tipica della scuola franco-belga (segni netti e puliti, vignette limpide, ma con scenografie molto dettagliate), molto ben caratterizzati, intorno al protagonista si muovono divertenti personaggi: il capitano Haddock, burbero ma leale amico, proprietario del castello di Moulinsart; il contegnoso maggiordomo Nestore; la coppia di poliziotti imbranati Dupond et Dupont; il petulante assicuratore Séraphin Lampion; il professor Tournesol, scienziato svitato; la celebre cantante lirica Bianca Castafiore, invaghita di Haddock. Proprio l’“usignolo milanese” è protagonista del racconto preferito dal pubblico, l’umoristico “I gioielli della Castafiore” (1961), impertinente verso il mondo del belcanto. Ma il capolavoro è “Tintin in Tibet” (1958), struggente storia di amicizia con scenografie spettacolari e accuratissime di bianchi paesaggi himalayani, monasteri, villaggi. Gli albi con le avventure di Tintin, caratterizzate sempre da grande vivacità narrativa, hanno venduto 230 milioni di copie in tutto il mondo e sono state tradotte in più di 80 lingue. Del 2011 l'avvincente film di Steven Spielberg “Le avventure di Tintin - Il segreto dell'Unicorno”, girato in motion capture. (a.fu.)
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