Torna il Premio “Antonio Russo” il giornalista che credeva nella libertà

Ventidue anni fa l’assassinio del reporter in Georgia mentre documentava i crimini sul popolo ceceno Nella sua Francavilla il 29 ottobre verranno assegnati riconoscimenti per i reportage di guerra
FRANCAVILLA AL MARE. Antonio Russo ha scritto straordinarie corrispondenze dai terribili teatri di guerra degli anni Novanta, dall’Algeria come dai Grandi Laghi del genocidio africano, dalla Bosnia, dal Kosovo, fino alla Cecenia, un massacro allora spesso ignorato dalla stampa internazionale. Il giornalista abruzzese di Radio Radicale è stato assassinato il 16 ottobre del 2000, il suo corpo venne rinvenuto in una stradina di campagna vicino a Tbilisi, in Georgia, dove documentava le violenze sul popolo. Fu uno dei primi a essere ucciso nel corso di quel conflitto che si allungò fino al 2009.
Il «radicale giornalista», come lo amava definire il conterraneo Marco Pannella, aveva denunciato a chiare lettere i crimini compiuti a danno della popolazione cecena, su tutti l’uso di armi proibite, e con ogni probabilità ne aveva messo insieme prove concrete. Russo credeva in un giornalismo al servizio della verità. Anche a costo della vita.
E oggi, con ferite di guerra ancora aperte nel mondo e una guerra vicina all’Europa che un giornalismo coraggioso riesce a documentare, è forte la necessità di ricordare la figura di Russo. Così nella sua Francavilla al Mare, dopo 10 anni di sospensione per cause organizzative, «sulla spinta che arriva dal mondo giornalistico oltre che dalla stessa comunità abruzzese, amplificata sicuramente dall’attuale drammatico conflitto in Ucraina e da quelli disseminati nel mondo», la Fondazione Antonio Russo promuove la 10ª edizione del Premio nazionale sul Reportage di guerra, dedicata alla memoria del reporter abruzzese.
Il Premio, istituito per volontà di Beatrice Russo, madre del giornalista scomparso, ha la finalità di raccogliere l’eredità di pensiero e di azione del reporter, promuovendo iniziative volte alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul ruolo dell’informazione nelle zone di guerra e sulla tutela dei diritti umani nei territori colpiti dai conflitti. Il premio si terrà il 29 ottobre a Palazzo SIrena di Francavilla.
«Lo avevamo già programmato nel 2020, a 20 anni dalla sua morte, ma il Covid ci ha impedito di dare seguito a questo progetto», spiega il sindaco Luisa Russo, «Oggi sono molto orgogliosa che la Fondazione abbia deciso di ripresentare questa iniziativa, specie in un momento storico come quello che stiamo vivendo. Penso oggi a mia zia Beatrice, mamma di Antonio, che aveva la forte volontà nel cuore di trasmettere i valori di Antonio, e che lo hanno condotto sino alla morte. Valori di libertà, di ricerca della verità, di giustizia, di tutela dei diritti dell’uomo». «Antonio Russo è stato vittima, come altri giornalisti, della libertà di informazione e della ricerca della verità», osserva Stefano Pallotta, presidente dell’Ordine dei giornalisi d’Abruzzo che patrocina l’evento con Regione Abruzzo, Comune di Francavilla, Università di Teramo, e la media partnership di Rete 8 e Il Centro, e la sponsorship di Italo Lupo. .«Sono state queste le sue fonti di ispirazione e la grande lezione che ci ha lasciato in eredità. Un giornalismo al servizio della verità in contesti di guerra e di crimini contro le popolazioni dove la verità quasi sempre diventa la prima vittima. Oggi più che mai, in un mondo dove la propaganda e la disinformazione la fanno pressoché da padroni attraverso i meccanismi delle narrazioni social, e non solo, la sua opera e il suo coraggio devono rappresentare un esempio per tutti i giovani che scelgono la professione del giornalismo.
La direzione artistica del Premio è dello scrittore Peppe Millanta, mentre l’organizzazione è a cura dell’agenzia di comunicazione Mirus. Sono cinque le sezioni all’attenzione di una giuria dedicata: carta stampata, televisione, fotografia, podcast e memoria. La giuria è composta dai giornalisti: Fausto Biloslavo (Il Foglio), Toni Capuozzo (Mediaset), Gabriella Simoni (Studio Aperto), Guido Alferj (Il Messaggero), Simone Gambacorta (Odg Abruzzo). Il Premio ospiterà al mattino un incontro con le scuole e, attraverso il corso “La percezione della guerra all’epoca della retete”, promosso dall’Odg Abruzzo, che si terrà a Palazzo Sirena, dalle 15 alle 19 e includerà la cerimonia di premiazione che avrà inizio alle 17. E oggi, giorno della morte di Antonio, alle ore 11 in piazza Sirena, a Francavilla, si terrà una manifestazione commemorativa del reporter di guerra, una delle vittime del regime autocratico di Vladimir Putin. organizzata dall’associazione “Antonio Russo” - Radicali Abruzzo e Radicali Italiani.