Torna “Vola vola vola” con il dolce tocco jazz di Michele Di Toro

7 Maggio 2022

Il maestro di Sant’Eusanio del Sangro lancia una nuova sfida: un’inedita interpretazione del brano popolare in un 45 giri 

PESCARA. «Era il millenovecentoventidue. Il rombo dei cannoni era ormai solo più di un ricordo, l’eco delle grida guerresche con cui D’Annunzio incitava i legionari a Fiume scemavano via piano, e la pace sembrava essersi finalmente cristallizzata nella luce di quella nuova aurora». La citazione di Giuseppe Mosca (Terra e Cuore, 2007) auspicio per nuovi tempi di pace, la rinascita a un mondo migliore come sommessa preghiera impressa sulla copertina del 45 giri prodotto da Spray Records, con dentro la nuova interpretazione in stile jazz di “Vola vola vola” per piano solo del maestro Michele Di Toro, sul lato A. Sull’altro lato – denominato “Lato 1” e non lato B - “Elisir” remix. Quattro minuti e 40 per lato, stessa durata per dare pari importanza alle due operazioni: anteprima del nuovo disco di Michele Di Toro e proseguimento del nuovo percorso discografico intrapreso da Spray Records con il musicista di Sant'Eusanio del Sangro. L’uscita del nuovo singolo/doppio – a tiratura limitata – con dentro “Vola vola vola” è prevista a fine estate 2022.
Anteprima del nuovo long playing di brani composti dallo stesso Di Toro al suo ventesimo album, il primo in vinile, già protagonista con il suo pianismo trasversale colto e visionario del disco-concept “Elisir” pubblicato da Spray Records la scorsa estate. L’originale intuizione è del produttore discografico anima degli studi di registrazione Spray di Pescara, Belfino De Leonardis. «Rilanciare la nuova elaborazione di “Vola vola vola” di Michele Di Toro in coincidenza con l’anniversario della canzone popolare scritta da Luigi Dommarco e musicata da Guido Albanese, è stata una coincidenza naturale e un atto dovuto», sottolinea il discografico. «Il centenario dell’inno abruzzese per eccellenza non poteva passare inosservato, un’occasione per valorizzare la creatività degli artisti abruzzesi, per quanto siano già affermati altrove». In effetti oltre al pubblico dei suoi concerti, per primi ad aver assaporato in anteprima il live di “Vola Vola vola” di Di Toro sono stati gli ascoltatori di Radio Chin di Toronto da quando il brano è diventato sigla di apertura del programma settimanale di Ivana Fracasso dedicato agli abruzzesi nel mondo.
«A cento anni di distanza “Vola vola vola” vive nel cuore di tutti gli abruzzesi», conferma Di Toro. «Io ho voluto farne un viaggio musicale in poco meno di 5 minuti attingendo alle mie conoscenze classiche e jazzistiche. Umilmente», racconta il pianista abruzzese, «ho cercato di nobilitare il tema musicale ripulendone la matrice evidentemente folcloristica e ruspante dandogli una veste più elegante e raffinata. Il jazz permette tutto questo perché è creatività. In fondo “Vola vola vola” sono quattro note orecchiabil tra strofa e ritornello. Ho dato un tocco di sapore jazzistico con rimandi alle dissonanze tipiche della musica del Novecento pur conservando il motivo originale da tutti riconoscibile». «Il nuovo riarrangiamento strumentale vuole incontrare l’interesse di un altro genere di pubblico e accrescere la popolarità del brano» aggiunge Di Toro, che conclude confermando la fortuna universale avuta dalla canzone ortonese: «“Vola vola vola” è forse il canto folcloristico abruzzese più conosciuto al mondo, anche nel pop, e ci rappresenta in quanto abruzzesi. Qualche giorno fa, a Tolentino dove suonavo, mi raccontavano che anche Rosanna Fratello in concerto a Vasto 50 anni fa cantò “Vola vola vola” in omaggio all'Abruzzo».