Tosca: «Nella mia musica mille culture»

La cantante e attrice romana presenta a Pescara “Appunti musicali dal Mondo” con l’accademia Arotron di Pianella
PESCARA. Un “racconto in musica” fatto di contaminazioni. Sonorità tipiche del Portogallo, una ninna nanna giapponese, un canto sciamano e uno tradizionale dei matrimoni Yiddish. E, ancora, una ballata zingara, fino ad arrivare alla musica napoletana, romana e siciliana, passando per grandi classici della canzone italiana e brani del suo repertorio.
Tante le culture che si mescolano alle nostre radici in “Appunti musicali dal Mondo”, progetto che mette insieme le tappe più significative del percorso artistico di Tosca. La cantante e attrice romana (29 agosto 1967) si esibirà mercoledì 27 febbraio, ore 21, all’Auditorium Flaiano di Pescara nell’ambito di “Verba Manent”, iniziativa organizzata da Arotron Eventi e dall’assessorato alla Cultura. Un viaggio nel potere di persistenza della parola che vedrà protagonisti anche Neri Marcorè (19 marzo) e Antonio Rezza (5 maggio). Ad accompagnare Tosca sarà un quartetto quasi tutto al femminile, composto dai polistrumentisti Giovanna Famulari, Massimo De Lorenzi, Alessia Salvucci e Fabia Salvucci.
Affascinata da sempre dalle musiche popolari del mondo, Tosca ci racconta questo mosaico musicale armonioso e variegato, fatto di suoni e lingue molto diversi tra loro. Tutto sarà legato da un percorso drammaturgico, creato dal regista Massimo Venturiello.
Porta in scena un progetto che attraversa le tappe più significative del suo percorso artistico, tra sperimentazioni, ricerca e nuovi arrangiamenti. Come nasce?
Sono sempre stata affascinata dalle culture straniere. Sono nipote di emigranti, ho sempre avuto questa predisposizione. Da ragazzina cantavo in portoghese, in francese, mi piaceva contaminare. Mi sono ritrovata, qualche anno fa, a voler fare uno stato dell’arte, a unire tutto quello che avevo incontrato fino a quel momento, sia nella musica che nel teatro. Mi sono immersa nelle radici del mondo ed è arrivato il disco “Il suono della voce”, che ha preso il titolo da una canzone scritta per me da Ivano Fossati. Un racconto del mondo che mi ha portato a esibirmi in luoghi meravigliosi. Circa due anni fa ho deciso di arricchire “Il suono della voce” con “Appunti musicali dal Mondo”. Questo progetto ha visto la partecipazione di grandissimi ospiti, come Danilo Rea, Germano Mazzocchetti, Gegè Telesforo. Quando la cultura incontra altre culture genera vita. Non c’è cosa più bella che aprirsi, conoscere e appropriarsi di culture e usanze.
La musica è un linguaggio universale. In un momento difficile, segnato dalle divisioni e dalla paura del diverso, lei risponde con questo bel viaggio, che mette insieme culture e tradizioni diverse.
Il nostro problema non è l’immigrazione, ma il non avere una politica di accoglienza e integrazione. Mia nonna mi raccontava cose terribili di ciò che gli italiani subivano quando gli emigranti eravamo noi. Stiamo facendo la stessa cosa, non si sa in nome di che. Chi scappa dal proprio Paese e rischia la vita di certo non ha piacere di farlo. Mi vergogno di questa umanità che si è così disumanizzata.
Quando ha cominciato a innamorarsi della musica del mondo?
Sono sempre stata attratta dal diverso, dalle cose lontane da me. Da bambina c’era questa amichetta francese che tutti allontanavano perché non la capivano, tranne me. Ero attratta da canzoni in altre lingue anche se non ne comprendevo il significato. Un ruolo fondamentale l’ha svolto mia nonna, che è sempre stata per l’accoglienza. In famiglia ho anche un cugino che ha sposato una ragazza somala. Quando ho iniziato a cantare sono passata attraverso la musica brasiliana, quella portoghese, francese. Poi mi sono innamorata del teatro. Sono partita dalle mie radici, la musica romana, ho messo in scena uno spettacolo sulla musica popolare del mondo, mi sono appassionata alla musica popolare in Italia. Da 19 anni amo recuperare, ricercare.
Il suo spettacolo coinvolgerà anche allievi dell’accademia Arotron di Pianella, diretta da Franco Mannella. In che modo?
L’apertura sarà affidata a loro. Franco Mannella è un carissimo amico. Quello che stanno facendo a Pianella è meraviglioso, spero che riescano a crescere sempre di più. A Pescara sono venuta tante volte, ma è da un po’ che manco. Sono felice di tornarci.
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