Tra folk, country e punk, arriva  la musica dissacrante di Giancane

Tutto pronto a Pineto per le tre giornate del Primavolta Festival, l’evento di musica dal vivo che si svolge da stasera fino a domenica sui due palchi allestiti nel Parco della Pace.Per questa prima...

Tutto pronto a Pineto per le tre giornate del Primavolta Festival, l’evento di musica dal vivo che si svolge da stasera fino a domenica sui due palchi allestiti nel Parco della Pace.
Per questa prima edizione, a ingresso gratuito, i nomi di spicco saranno Ditonellapiaga, attesa domani, e Giancane, che apre il Festival questa sera alle 21, preceduto o accompagnato sul palco da Auroro Borealo, Filippo Dr Panico, Sangi, e poi Mat Chiavaroli, Beat Soup, Zen Su. Il cantautore romano arriva con il suo imprevedibile DisgustTOUR.
Giancane al secolo Giancarlo Barbati, nello spazio di due album (Una vita al top, 2016, e Ansia e Disagio, 2017), è riuscito a imprimere un segno più che riconoscibile nel modo di scrivere le canzoni: una grammatica letteraria fatta di una crudezza espressiva che pesca a piene mani da un parlato di strada, una lingua di tutti i giorni, un’ironia sfacciata, nichilista e discretamente grottesca. Gli stessi elementi che sono stati alla base del sodalizio con Zerocalcare, con cui il musicista ha lavorato per la colonna sonora, Strappati lungo i bordi, della serie d’animazione Netflix creata proprio da Zerocalcare, Strappare lungo i bordi.
Nel DisgustTOUR Giancane presenta brani tratti dal suo intero repertorio, in un crescendo di energia esplosiva: un viaggio nel suo universo ironico e dissacrante, che unisce l’emotività più profonda e nostalgica alle violente incursioni nel presente e nel mondo di internet e della televisione.
«Dopo un bel giro nei club, tra cluster e abbracci», racconta Giancane, «ci vediamo all'aperto, nelle città, nei paesi, su palchi giganti, su palchi non palchi, sull'autostrada, in questo Paese meraviglioso». Su quei palchi con lui c’è una valorosa ed eclettica band composta da Claudio Gatta (batteria), Michele Amoruso (basso), Alessio Lucchesi (chitarre) e il polistrumentista Guglielmo Nodari. Con loro Giancane porta in scena, oltre alla musica, anche molti altri elementi di spettacolo, in uno scambio con il pubblico continuo, autoironico e divertente. Le canzoni sono introdotte e interrotte da siparietti quasi cabarettistici, con uno spirito irriverente e dissacrante, che ricorda in parte lo stile Skiantos e di Elio e le storie tese.