Tra folk e cantautorato arriva Duo: musiche nuove nate da tradizioni antiche

15 Settembre 2022

L’AQUILA. Prende il via domani la rassegna “Duo. Musiche nuove da tradizioni antiche”, promossa dalla Società aquilana dei Concerti “Bonaventura Baratteli”, nell’ambito del Progetto speciale del...

L’AQUILA. Prende il via domani la rassegna “Duo. Musiche nuove da tradizioni antiche”, promossa dalla Società aquilana dei Concerti “Bonaventura Baratteli”, nell’ambito del Progetto speciale del Ministero della Cultura, con la collaborazione di Squilibri, nell’intento di offrire una panoramica su esperienze artistiche eseguite in duo e caratterizzate da affinità stilistiche e da un’accentuata prossimità creativa, oltre che dalla vocazione a utilizzare materiali e suggestioni sonore provenienti da disparate tradizioni locali, in una prospettiva di grande originalità e con una spiccata impronta autoriale.
Si parte nel pomeriggio, alle 18, con il concerto dei Fratelli Mancuso: compositori e polistrumentisti riportano alla loro terra d’origine, la Sicilia, dove grazie alla loro arte sembrano fondersi mondi in apparenza inconciliabili. All’Aquila Enzo e Lorenzo presenteranno il loro ultimo lavoro discografico, “Manzamà”, culmine della loro straordinaria creatività, insignito di numerosi riconoscimenti, tra i quali la Targa Tenco “Album in dialetto” e il Premio Loano come Disco dell’anno nel 2021.
Si prosegue sabato, sempre alle 18, con i concerti di Alessandro D’Alessandro e Paolo Angeli, due musicisti accomunati dalle meraviglie che hanno ricavato dai loro strumenti “preparati”, rispettivamente organetto e chitarra. D’Alessandro ha portato uno strumento tipico della tradizione popolare a dialogare con altri stili, ritmi e armonie, ampliandone notevolmente le capacità espressive nel suo primo album da solista, “Canzoni”, che ha appena vinto il Premio Loano come Disco dell’anno. Nelle sue mani, il suo “organetto preparato” assume il «respiro di un’orchestra» grazie anche al sapiente uso dell’elettronica e all’utilizzo dell’effettistica e dei loops, con sovrapposizioni armoniche e ritmiche dettate anche dalla percussione dello strumento. Angeli, invece, con Rade, il suo ultimo album, propone una buona sintesi dei 25 anni di convivenza con la sua chitarra-orchestra che, spinta al limite delle potenzialità timbriche espressive, accompagna la sua voce.
La rassegna si conclude domenica, ancora alle 18, con il concerto di Peppe Voltarelli e Otello Profazio che in comune hanno una data di nascita, sia pure ad oltre trent’anni di distanza, una terra d’origine, la Calabria, una lingua e la straordinaria capacità di reggere la scena da soli, in una continua affabulazione che si sviluppa per spirali concentriche dove musiche e parole, canti e racconti si annodano con un’amara ironia attorno alla rappresentazione dolente e stralunata di un meridione eternamente eguale a se stesso. Il primo è tra i migliori crooner di casa nostra, appassionato e tellurico bluesman della Sibaritide, l’altro è una leggenda vivente del folk italiano, inarrivabile interprete delle tante anime del meridione: insieme ci accompagneranno tra le viuzze di un sud adombrato dalle persistenti nubi del malessere e della precarietà, svelandoci brano dopo brano le ragioni più profonde del loro incontro, oltre che la loro statura di eccezionali artisti e interpreti. Tutti i concerti si terranno nel cortile del Palazzo Di Paola, corso Vittorio Emanuele: in caso di maltempo l’appuntamento è all'Auditorium del Parco. Ogni incontro sarà “bagnato” da degustazioni di vini in collaborazione con Ais-Associazione italiana sommelier. Il primo incontro sarà preceduto dalla prolusione inaugurale di Maurizio Agamennone, etnomusicologo dell’Università di Firenze e consulente scientifico della rassegna.