TRA I RICORDI NEL FOLTO DEL BIANCO

Nel setaccio è rimasto impigliato un filo di lana. Potrebbe essere una manna per qualche uccello che volesse costruire il suo nido, lassù, nella biforcazione dei rami, in cima al pioppo più alto, al...
Nel setaccio è rimasto impigliato un filo di lana. Potrebbe essere una manna per qualche uccello che volesse costruire il suo nido, lassù, nella biforcazione dei rami, in cima al pioppo più alto, al riparo degli umani. Ciò che può essere scarto per alcuni diventa fondamentale per altri. Quanti giorni abbiamo perduto in quest’anno, quanti ne abbiamo guadagnati? Ognuno conosce le proprie infelicità e le proprie gioie, ognuno conserva lo splendido colore intenso di una giornata o la pioggia scura di una sera triste. Portiamo custoditi in noi giorni che in realtà sono un continuo fluire del tempo a cui tentiamo affannosamente di imporre nomi e cesure; li chiamiamo domenica o giovedì, sezioniamo ore, programmiamo mesi, progettiamo. In realtà non possiamo mai bagnarci due volte nello stesso fiume, sosteneva e a ragione un filosofo greco. Mutiamo anche noi, cambiamo, seguiamo un destino. Ma che dolce meraviglia lungo questo crocevia di destini e strade, geografia amorosa che ci fa diventare cari i luoghi che magari nemmeno conosciamo ma in cui vivono le persone che amiamo, da cui si tendono fili invisibili che arrivano fino al nostro cuore e danno piccoli strappi; piccoli uncini, su cui stendiamo nelle giornate di sole le nostre tovaglie della festa, quelle delle occasioni speciali che custodiranno gli abbracci, per piccoli o grandi desideri, perché continuino a scorrere le voi e i pensieri nelle infinite direzioni che ci uniscono e ci dividono, aeree e terrestri, sentieri e autostrade. Tempo di bilanci, tempo di conti. Addizioni e sottrazioni della nostra vita, divisioni tristi e moltiplicazioni insperate. Ogni giorno, con allegria e tristezza, con pazienza e sfiducia, con impegno e desiderio, ogni giorno mostrerà il suo filo ai nostri occhi un po’ assonnati durante il rito della prima colazione. A sera, forse, o a notte alta, scopriremo davvero i nodi e il colore del filo. Per cominciare ad avvolgere il gomitolo nuovo. Auguri.