Tradizione, storia, modernità Il cuore dell’Abruzzo a Roma

Un incontro per i saluti di fine anno. E un convegno su una ricostruzione ancora da completare Dedicato all’Aquila, il più grande cantiere d’Europa. Per trasformare la tragedia in rinascita
L’AQUILA. Seicentomila persone. Una città nella città. Una presenza che ha mescolato tradizioni, storie e riti di una realtà rurale e pastorale, con la realtà metropolitana che si sviluppa ed evolve sulle strade della capitale. Stiamo parlando della comunità abruzzese a Roma.
Residenti di prima, seconda e terza generazione che costituiscono un substrato a cui vanno a sovrapporsi i pendolari che via gomma o via treno superano il raccordo anulare per timbrare il cartellino, per seguire eventi o concerti o semplicemente per il piacere di ritrovarsi a passeggiare tra vicoli e monumenti della città eterna.
Entrambi gli strati, dal lontano 1886, sono rappresentanti dall’Associazione abruzzese a Roma, tra i più antichi e prestigiosi sodalizi regionali nato in piazza Cavour per opera di Silvio Spaventa, importante esponente del Risorgimento, originario di Bomba.
L’associazione, che oggi ha sede in via Aldrovandi, conta centinaia di soci e simpatizzanti nella capitale che si ritrovano per incontrarsi e condividere la passione per la terra d’origine. Non sono incontri fini a se stessi, visto che mostre, presentazioni editoriali, commemorazioni, concerti ed eventi enogastronomici, si trasformano in appuntamenti chiave nel contesto della ricostruzione post-sisma.
«Dopo il terremoto del 6 aprile 2009», spiega Pierluigi Mantini, già parlamentare e presidente dell’Associazione, «abbiamo cercato di dare il nostro contributo con l’intento di mettere a confronto una serie di portatori di interesse per garantire all’Aquila e ai comuni del cratere interventi di qualità, a partire dal restauro e dal recupero dei valori culturali».
Proprio questo pomeriggio, a Roma, c’è un incontro per mettere in luce tecniche di recupero, dai lavori su chiese, arredi e monumenti; si parla anche di nuove tecnologie per fare del capoluogo abruzzese un laboratorio “smart” a servizio delle aziende del territorio.
«L’interconnessione Abruzzo-Roma», aggiunge Mantini, membro del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, «può portare L’Aquila ad assumere ruoli strategici importanti in campo culturale o sportivo. Si è parlato a lungo, ad esempio, di fare del capoluogo abruzzese un polo cinematografico a servizio della capitale. Roma è e resterà il luogo dove fare sinergia», prosegue Mantini, «ma le dinamiche e la distribuzione del potere e le attrattive di interesse possono prescindere da eventuali barriere geografiche».
Nelle leggi della ricostruzione che si sono alternate in questi anni ci sono i fondi ai quali attingere per trasformare idee e proposte in progetti concreti. E non solo questo.Uno degli obiettivi dell’Associazione abruzzese a Roma è quello di realizzare una sorta di “Expo” con un calendario di iniziative nell’arco di tutto il 2017. Parallelamente, si sta pensando a un progetto per valorizzare e mettere in rete alcuni siti archeologici presenti in Abruzzo centrale.
«Da Peltuinum a Forca di Penne», sottolinea Mantini, «si contano una decina di luoghi legati agli antichi insediamenti dei Vestini. Quale occasione migliore per convogliare delle start up su un progetto multimediale per i visitatori».
Le linee guida sono condivise con l'ex presidente del Senato, Franco Marini, tra i membri di vertice dell'Associazione. Accanto a queste risorse c'è anche l'impegno da parte dell'associazione a sostenere potenziamenti infrastrutturali. Come la metropolitana di superficie da Lunghezza alla capitale, con tanto di parcheggi di scambio.