Ultimo: «Io arrivato? La fame è sempre la stessa»

7 Giugno 2022

L’artista 26enne – il più giovane a esibirsi negli stadi – sarà a Pescara il 7 luglio dopo 2 anni di rinvii

PESCARA. «Non mi sento arrivato, la fame è sempre la stessa». Ultimo, dopo due anni di rinvii causa Covid, torna finalmente alla dimensione live, quella che lui preferisce, con il tanto atteso tour negli stadi: 15 date con 10 sold out e tappa all’Adriatico - Cornacchia di Pescara il 7 luglio, ore 21.
«Una cosa enorme, ma a 26 anni non posso sentirmi arrivato. Non è una partenza né un arrivo, è un passo di un percorso in continua evoluzione», racconta non senza un po’ di emozione il cantautore romano poco prima di salire sul palco per la data 0 a Bibbione davanti a 28mila persone. Con la stampa, e con le critiche in generale, non ha sempre avuto un rapporto facile, ma l’artista 26enne – il più giovane ad esibirsi negli stadi – sembra più maturo e più centrato. «Anche la rabbia c’è sempre», ammette con un sorriso, «ma sto lavorando su me stesso per essere meno rancoroso». «È un momento particolare», confida ancora Ultimo. «Vengo da questi due anni in cui in ogni momento della giornata ho pensato a questo». Perché, spiega, «ogni cosa che faccio, la faccio pensando al concerto, per i concerti. Rimandarli, è stato rimandare la mia vita, senza una prospettiva certa di ritorno. Ora posso tornare a dare un senso alla mia vita».
Due anni che non sono stati facili, in cui Ultimo ha dovuto fare i conti con chi diceva che era già finito e con una profonda solitudine (e da quella è nato poi l'ultimo album “Solo”). «Non sono un artista che finge di vedere solo ciò che funziona. Nella vita ci sono alti e bassi, ma se un anno non si vince la Champions non è un segno di debolezza. Mi sento pronto ad accettare qualsiasi cosa la vita mi porterà, perché se sei coerente in quello che fai, non puoi avere nessun rimpianto». Quando il mondo si è fermato, nel marzo 2020, la stella di Ultimo brillava alta, con un tour negli stadi a 24 anni. Poi lo stop. «Onestamente mi è mancata la terra sotto i piedi, in una situazione così hai paura di perderti. Ho pensato che qualcosa sarebbe cambiato: in meglio o in peggio? A guardare oggi i 15 stadi, direi meglio così...». Per rispetto a chi ha tenuto il biglietto nel cassetto due anni e mezzo «la scaletta è un equilibrio tra i miei 4 album». Tra i brani, per 2 ore di spettacolo, anche il nuovo singolo “Vieni nel mio cuore”, «brano che per la prima volta ho scritto per un’occasione specifica: il live». Di sicuro non ci sarà Ed Sheeran, con il quale ha collaborato nella versione italiana di “2Step”. «Sono un suo fan scatenato: mi ha stupito il suo essere una persona alla mano e che trovi il tempo per rispondere a me».
Qualche ospite potrebbe però esserci nelle prossime date. Del resto Niccolò, il suo nome all’anagrafe, è un grande ascoltatore di musica italiana. «De Gregori, Baglioni, Venditti: ma non credo di assomigliare a nessuno di loro. Ho sempre voluto trovare la mia identità. Con loro però mi confronto, accettando i loro consigli». Ultimo, Goodwill Ambassador Unicef dal 2019, devolverà parte dell’incasso del tour ai progetti di lotta alla malnutrizione e a sostegno di vaccinazioni, impianti idrici e servizi igienico sanitari in Mali, dove nel 2020 è stato per la sua prima missione sul campo. «È scontato essere contro la guerra, ma è essenziale ripeterlo. La musica può dare conforto, ma per risolvere i conflitti ci vuole altro».