Ultimo: «Troppi ritardi il mio tour forse slitterà»

13 Maggio 2020

PESCARA. «Oggi avremmo dovuto iniziare le prove per i 15 stadi. Questa situazione ha spazzato via ogni nostra ambizione. Sono stato un anno a prepararmi fisicamente, mentalmente e vocalmente. Ora?»....

PESCARA. «Oggi avremmo dovuto iniziare le prove per i 15 stadi. Questa situazione ha spazzato via ogni nostra ambizione. Sono stato un anno a prepararmi fisicamente, mentalmente e vocalmente. Ora?». Comincia così il post su Facebook di Ultimo: il cantante era atteso all’Adriatico di Pescara il 4 luglio, ma dalle sue parole sembra proprio che non solo quel concerto ma tutto il tour del giovane cantautore romano salterà. E lui sui social non nasconde la delusione per l’incertezza che attanaglia il mondo della musica sulla ripresa in convivenza con il coronavirus. «Ora si parla di distanziamento sociale e numeri contingentati. Argomenti così crudi», osserva ancora. «Ricevo molti messaggi sul fatto che io non mi esponga sulla faccenda, in effetti avete ragione. Io non so fare quello che vi supplica di indossare la mascherina o di stare attenti ai contatti fisici. Per quello ci sono già troppi a farlo in tv ed io non ho le carte in regola per poter risultare credibile dicendolo. Il tour sarà rinviato, probabilmente al 2021», aggiunge, «ma il motivo di un ritardo della comunicazione non dipende né da me, né dalla mia agenzia dei concerti. Dipende dal governo che forse non dà il giusto peso ed importanza alla musica e all’arte in generale.Poi però ci chiedono di cantare su instagram o in qualche trasmissione per alleviare il dolore alla gente, ma noi siamo la gente, almeno io mi colloco tra voi, tra noi». Durante la quarantena Ultimo si è visto poco sulle televisioni, una scelta precisa la sua: «Non canterò in qualche diretta o in qualche trasmissione per dimostrare quanto sia bella la musica che unisce le anime nostre. No», scrive ai suoi fan. «È una scelta menefreghista? No. Il contrario. Io credo nel silenzio di chi sa aspettare. Non ho bisogno di ricordarvi che esisto con qualche video o foto postata. Io sono a casa mia e scrivo, perchè è quello che so fare... A 15 anni ho scritto in Giusy, che dal dolore si può ricominciare», conclude, «e allora mi affido a lui e penso: Ricominceremo».