Umorismo in tutte le salse per imparare a ridere bene

Da Maccio Capatonda a Sergio Staino: a Livorno rassegna internazionale
LIVORNO. L'umorismo aggiunge un pizzico di pepe alle interazioni con gli altri: il popolo labronico lo sa bene, poiché è rinomato per l'ironia irriverente con cui approccia le situazioni, anche le più serie, della vita.
Anche sotto il segno di questa sorta di imprinting genetico, ci sarà a Livorno la primissima edizione di “Il senso del ridicolo”, festival dedicato all’umorismo, alla comicità, alla satira. Un festival che promette di far divertire, ma anche, e soprattutto, di creare riflessione sul senso della risata, parola che, come evidenziato dal direttore artistico della manifestazione, scrittore e saggista Stefano Bartezzaghi, può essere anagrammato in “satira”.
L'iniziativa, promossa dalla Fondazione Livorno, richiamerà a Livorno, nella cornice del quartiere Venezia, il 25-25-27 settembre, diversi appuntamenti e tanti ospiti, anche di respiro internazionale, come Maryse Wolinski, giornalista e scrittrice, moglie del disegnatore George Wolinski, rimasto ucciso durante l'attacco alla sede del giornale satirico Charlie Hebdo. Ma in programma ci sono nomi di livello nazionale, come l'attore, regista e comico Maccio Capatonda (nella foto), la cui pellicola “Italiano Medio” verrà proiettata la domenica sera, ma anche l'autore televisivo Carlo Freccero, e ancora l'attrice Maria Cassi che arriverà nella Sala degli Archi della Fortezza Nuova per presentare una “Conferenza buffa sul Galateo e l'Umanità”. Si parlerà anche del ridicolo nella politica, prima assieme al giornalista Enrico Mentana e successivamente con il fumettista Sergio Staino che, con tutta probabilità, sarà affiancato da Maryse Wolinski.
«Il tema – spiega Luciano Barsotti, direttore della Fondazione Livorno – è un tema vicino alla natura di tante città italiane: umorismo, senso del contrasto, della coesistenza tra visioni opposte. Ma anche un festival di approfondimento culturale, soprattutto per le nuove generazioni».
Barsotti ha spiegato infatti che circa un centinaio di studenti verranno coinvolti nell'iniziativa. «Si tratta di una alternanza scuola lavoro – aggiunge Cristina Grieco, assessore regionale all'istruzione – dove i ragazzi si renderanno disponibili. Un festival che ben si inserisce nelle aspettative dei cittadini».
Nei giorni della manifestazione, inoltre, saranno aperte due mostre: una prima, alla Fortezza Vecchia, di portata locale, dal titolo “Il Vernacoliere. Ridere è Libertà”(inaugurazione 24 settembre alle 18.30) dove verranno esposte le locandine del mensile satirico; e una seconda, alla Bottega del Caffè, dal titolo “Nessuno resterà all'asciutto” dove saranno esposte le pistole ad acqua del collezionista faentino Giordano Dal Prato (inaugurazione 25 settembre, ore 16).
Soddisfazione per l'iniziativa espressa dalla vicesindaco Stella Sorgente, che ha ringraziato la Fondazione Livorno per il lavoro svolto, e dall'assessore alla cultura Serafino Fasulo: "L'umorismo – spiega Fasulo – fa parte della vita del livornese che lo esprime non solo in termini di satira e di sfottò, ma anche come empatia, con riso e lacrime. Una rassegna di spettacolo, ma anche momento di approfondimento".
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