Un piatto che affonda le radici nel Cinquecento
“Femmene, cane e baccalà, p'essere bbone s'anna mazzià”. Il detto popolare partenopeo la dice tutta sulle radici profonde del baccalà nella cultura alimentare meridionale, almeno dal 1500. Molto...
“Femmene, cane e baccalà, p'essere bbone s'anna mazzià”. Il detto popolare partenopeo la dice tutta sulle radici profonde del baccalà nella cultura alimentare meridionale, almeno dal 1500. Molto probabilmente furono i veneziani stessi che fecero conoscere il baccalà a Napoli e poi all'Abruzzo. Del prodotto venivano consumate anche le parti meno nobili, come la coda o la trippa, destinate alla fascia meno indigente della popolazione, un po' come accadeva con i trippai a Roma fa notare Francesca Mancini, storica dell'alimentazione e food writer. Come e quando il baccalà sia giunto di preciso in Abruzzo è ancora da scoprire, ma la vicinanza di alcune zone interne a Napoli potrebbe lasciare una strada aperta e tutta da percorrere. (j.f.)