UN SALTO ALL’INDIETRO NEL TEMPO NEL SEGNO DI COSTANZA D’AVALOS

17 Luglio 2022

A Francavilla rivivrà la passeggiata di epoca ottocentesca  Oggi alle 19 la partenza del corteo nel parco Villanesi

Costanza d’Avalos principessa rinascimentale di Francavilla Il tema del “Rinascimento al femminile” è stato recentemente oggetto di una meritoria iniziativa scientifico-editoriale, promossa dall’associazione culturale “Le Franche Villanesi” di Francavilla al Mare, presieduta dalla dottoressa Maria Rosaria Sisto, infaticabile promotrice di eventi culturali sul territorio abruzzese e non solo. L’iniziativa, che si è tradotta nella pubblicazione del volume Il Rinascimento del Cenacolo di Costanza d’Avalos, principessa di Francavilla, a cura di Maria Rosaria Sisto (Napoli, Paolo Loffredo editore), costituisce il frutto di un importante progetto di ricerca che si è avvalso del contributo di numerosi studiosi del mondo accademico, tra cui, fra gli altri, Elisa Novi Chavarria, titolare della cattedra di Storia moderna dell’Università del Molise; Flavia Luise, docente di Storia moderna nell’Università di Napoli; Elena Papagna, docente di Storia moderna nell’Università di Bari; Raffaele Colapietra, benemerito storico aquilano, già professore, per vario tempo, di Storia moderna e contemporanea nell’Università di Salerno, che hanno discusso l’azione e l’opera della principessa di Francavilla, il cui titolo le venne attribuito da Federico, ultimo re aragonese di Napoli, prima che questi venisse costretto all’esilio in Francia nel 1501. L’associazione “Le Franche Villanesi”, a cui risultano iscritti soci provenienti anche da altre regioni, come Molise, Campania e Lazio, nasce a Francavilla il 21 dicembre 2003 con l’obiettivo di inaugurare un costante impegno teso alla conoscenza e divulgazione di temi generali (come la medicina e la filosofia) ed aspetti peculiari della storia plurisecolare degli Abruzzi e in particolare di figure femminili che hanno illustrato la vicenda politica, sociale e culturale di lungo periodo della regione, ricoprendo funzioni di primo piano in settori-chiave del contesto civile. Non è un caso allora che il libro venga dedicato ad una delle presenze femminili più interessanti e rilevanti della storia dell’Europa moderna, che visse nel periodo di pieno svolgimento delle manifestazioni più pregnanti del Rinascimento italiano tra Quattro e Cinquecento, e che proprio nelle terre aprutine avviò efficaci azioni per la promozione e diffusione di attività sociali e culturali, segno distintivo della propria identità feudale e rinascimentale e di una spiccata propensione al mecenatismo. Nata probabilmente a Napoli nel 1460 e morta nel 1541 sull’isola d’Ischia, strategico presidio aragonese, Costanza d’Avalos era diretta discendente di una delle famiglie della nobiltà spagnola, che avevano preso dimora nel Regno di Napoli alla corte di Alfonso V, sovrano della Corona d’Aragona (1416-1458), I come re di Napoli (1442-1458), appartenente alla casata dei Trastamara (cfr. in proposito il mio Abruzzi-Oriente. Il sogno mediterraneo degli Aragonesi, “Il Centro”, 19 luglio 2021). Figlia di Inigo, capostipite dei d’Avalos, e di Antonella d’Aquino, marchesa di Pescara e contessa di Loreto, Costanza aveva sposato Federico del Balzo, principe di Taranto e alla morte repentina di costui aveva seguito il fratello Inigo (o Innico) ad Ischia, dove dal 1503, anno della scomparsa del fratello, negli spazi protetti della fortezza edificata da Alfonso V a metà del XV secolo prese le redini politiche dell’isola e della sua famiglia, occupandosi, lei vedova e senza figli, dei nipoti, figli dei suoi due fratelli, Alfonso e appunto Inigo, e provvedendo ad educarli secondo i costumi e le tradizioni cavalleresche del tempo, primario tratto caratteristico del suo ramo familiare. “Lo spirito di Costanza – ha sottolineato Maria Rosaria Sisto nella presentazione del volume – ha infuso nuova energia nella nostra associazione. Guardiamo con occhi diversi i luoghi di vita, i paesi nativi, le città importanti della bella Italia, la nostra Francavilla, consapevoli che nei secoli hanno ospitato intelligenze e sensibilità fondamentali per una straordinaria avventura culturale. La sola che alimenta sogni e speranze di evoluzione, nonostante i momenti bui che stiamo vivendo. Resisteremo, per raccontare alle nuove generazioni la bellezza insopprimibile calata a piene mani nel nostro DNA, patrimonio che informa ogni attuale competenza umana reclamando, con una voce che travalica i secoli, di essere preservato e trasmesso”. È dunque all’interno di una simile testimonianza, improntata all’ottimismo della volontà quale prodotto di una orgogliosa dimensione identitaria, che tale pubblicazione va a collocarsi, per offrire lustro a Costanza d’Altavilla, cioè ad una delle più cospicue figure che hanno reso l’Abruzzo dell’umanesimo rinascimentale una terra produttrice di fertili esperienze storiche. Essa dimostra come “Le Franche Villanesi” riescano in modo apprezzabile ad addentrarsi nei vasti e sparsi sentieri della memoria locale (non localistica) per riesplorarli e riviverli in comunità. Si tratta invero di un’operazione culturale che bene può servire a sgomberare il campo dalle mene distruttrici di una presunta “cultura della cancellazione”, oggi alimentata da un “presentismo” spregiudicato, pericolosamente assente di valori e di visione prospettica. Marco Trotta Docente di Storia moderna (Università d’Annunzio)
*Docente di storia moderna
Università D’Annunzio