Una femmina ribelle contro la 'ndrangheta tra tragedia e horror

Nella sezione Panorama l’opera prima di Francesco Costabile Il film, ispirato al libro di Lirio Abbate, sarà in sala da giovedì
BERLINO. Una vera e propria tragedia greca venata di horror quella che propone Una femmina opera prima di Francesco Costabile che passa oggi nella sezione competitiva Panorama della 72a edizione del Festival di Berlino. Cupo, piena di sangue e vendetta il film, girato tra i monti della Calabria, racconta una storia di 'Ndrangheta con protagonista Rosa (l'esordiente Lina Siciliano), una vera e propria maschera naturale che impone rispetto e affascina. Questa ragazza indomita e senza paura, che vive con nonna e zio in un paesino calabrese sperduto nel parco nazionale del Pollino, crescendo scopre nel suo passato un'ombra da sanare. Da allora la ragazza, piena di temperamento, cova una rabbia che la porta alla ricerca di una personale vendetta di sangue, anche se questo significa tradire la propria famiglia e i propri valori. E questo con tutti i rischi che comporta. Ma come mostra il film - in sala dal 17 febbraio e liberamente ispirato al romanzo Fimmine ribelli. Come le donne salveranno il paese della n'drangheta di Lirio Abbate - la sua rivolta è il segnale di una rivoluzione possibile che solo il genere femminile può fare. «Questo film nasce da un libro meraviglioso, come quello di Abbate ed è arrivato a me grazie a Edoardo De Angelis, con cui ho condiviso il Centro sperimentale. Mi hanno scelto poi forse anche per il fatto che sono calabrese e per il mio vissuto. Ovvero le mie molte lotte per far rispettare, in un certo ambiente non facile, la mia identità di genere», dice a Berlino il regista che è non-binary. Per lo scrittore Lirio Abbate, anche lui a Berlino: «La storia ce lo insegna: quando si muovono le donne arrivano le rivoluzioni e i cambiamenti. È sempre stato così, anche per la Rivoluzione francese. Ora come si può concepire che una donna sia stata costretta a bere un litro e mezzo di acido come è capitato a Maria Concetta Cacciola (collaboratrice di giustizia trovata morta nel bagno, dopo aver ingerito acido muriatico il 20 agosto 2011)? Un film come questo è più che utile, perché il grande schermo», ha continuato Abbate, «è una delle armi più forti rispetto alla delinquenza». Gli fa eco ancora Costabile: «La ’Ndrangheta e così potente perché si basa sulla famiglia e sulle donne che educano i figli in un certo modo. Se questo ruolo viene a mancare, tutto si sfascia. Ancora oggi in certe zone della Calabria, le donne non possono andare nei bar. Ci sono zone incontaminate, molte più di quello che si pensi, che restano legate al passato anche per il loro isolamento». Tra le passioni di Costabile, che considera Una femmina un horror psicologico, c’è un film visto da giovanissimo, che l'ha segnato: «Fuoco cammina con me di David Lynch. Fu allora che decisi di fare il regista. A nove anni mi innamorai ovviamente anche di Twin Peaks, La Rosa del film, proprio come Laura Palmer, ha i nemici in famiglia. Adoro poi registi come Pasolini e Visconti». Dice infine Lina Siciliano, sorprendente esordiente tra timidezza e sensibilità: «Avevo sempre sognato di fare l'attrice, è stato un po’ il mio riscatto: Rosa è ancora dentro di me».