“Una libertà felice”, Pannella raccontato a Pescara

Il libro autobiografia e le sue idee: “Una scuola di democrazia”, sabato in un convegno all’Auditorium Petruzzi
PESCARA. Marco Pannella non aveva mai scritto una sua biografia, né lasciato un diario di memorie, appunti o interviste che riguardassero la sua persona, ma quasi un anno fa, quando la sua malattia aveva iniziato il suo ultimo attacco, anche il grande leader del radicalismo italiano, testimone e protagonista della vita politica di due Repubbliche, ha sentito la necessità di compilare una specie di diario quotidiano, con preziosi flash-back, scandito dalla cronologia dei suoi ultimi 100 giorni e impreziosito dai ricordi, dalle memorie e dalle emozioni che gli hanno tenuto compagnia in una intera vita di lotte politiche. Nasce così “Una libertà felice: la mia vita” (Mondadori Editore), libro in cui Pannella ha ripercorso prima della morte un pezzo di storia d’Italia e di vita vissuta insieme a coloro che il politico radicale definirà i suoi due angeli custodi: Matteo Angioli e Laura Harth. Sabato 25 febbraio, con la collaborazione di Alessio Falconio, abruzzese, direttore di Radio Radicale, è stato organizzato un incontro (dal titolo “Marco Pannella - Una Scuola di democrazia”) per la presentazione del libro e non solo. Si parlerà infatti del grande leader radicale a tutto campo, delle sue battaglie e delle sue idee, tentando magari di fare un bilancio del suo lascito, un’eredità preziosa che ha inciso profondamente nella politica e nel costume italiano, dalle campagne sul divorzio e sull’aborto, al grande impegno per i diritti civili. Interverranno Matteo Angioli e Laura Harth; Primo Di Nicola, direttore del Centro; Giovanni Legnini, vice presidente del Consiglio superiore della magistratura; Franco Marini, presidente emerito del Senato; Marco Alessandrini, sindaco di Pescara. Moderatore del convegno,con Falconio, l’artista abruzzese Germano D’Aurelio, per tutti ’Nduccio.
Così scrive Pannella nel prologo del volume: «E ora registro me stesso. Una penna, un foglietto, anche un microfono. Non è che mi senta pronto per stendere le memorie di un rompicoglioni. Voglio soltanto sistemare la mia gioia e, quando c’è, anche il mio sconforto. Per questo annoto, per questo registro. Perché la conquista della democrazia passa anche in un abbraccio, in una discussione sul liberalismo e un'altra sulle rivoluzioni, passa per ogni uomo e per ogni idea capace di migliorare il mondo. Passa per ognuna delle cazzate che ci vengono in mente e che abbiamo la voglia e la forza di comunicare e condividere. L'importante è osare e usarsi, l'importante è accettare ogni sfida che può guadagnare un grammo in più di libertà».
Di questo impegno si parlerà al Petruzzi, di questa passione totalizzante per la libertà e i diritti, di battaglie, digiuni, infinite discussioni: «Come se la vita fosse una lunga riunione politica». Alla Pannella, l’ultimo grande leader di una stagione tutta da raccontare.