“Una storia senza nome” L’Italia cialtrona nel giallo di Andò

VENEZIA. Un piano della mafia per “liberarsi” con grande profitto della Natività di Caravaggio, un investigatore testardo alla ricerca della verità (Renato Carpentieri), la segretaria di un...
VENEZIA. Un piano della mafia per “liberarsi” con grande profitto della Natività di Caravaggio, un investigatore testardo alla ricerca della verità (Renato Carpentieri), la segretaria di un produttore che di nascosto fa la sceneggiatrice (Micaela Ramazzotti) e uno sceneggiatore famoso che non scrive un copione da anni (Alessandro Gassmann), alimentano il vortice di situazioni, tra realtà, finzione e cinema in Una storia senza nome, la commedia gialla di Roberto Andò presentata fuori concorso alla Mostra del cinema di Venezia e in sala dal 20 settembre con 01.
Nel cast anche Laura Morante, Antonio Catania, Gaetano Bruno e Marco Foschi. «In questo film rappresento il cialtrone», dice Gassmann, «una figura drammaticamente presente nella nostra società, che è permeata di cialtronaggine. Il cialtrone ci fa ridere e questo è causa dei nostri problemi. Se andremo a sbattere, cosa che non mi auguro, è perché continuiamo a ridere e la risata è sempre più amara e preoccupante. Sono contento che un personaggio così nel film sia rappresentato adeguatamente». Andò parte dal reale furto della Natività di Caravaggio a Palermo nel 1969, finita in mano a Cosa Nostra: «I pentiti hanno inventato varie versioni sulla sorte del quadro, per accreditarsi come credibili», spiega il regista. «Facevano come gli sceneggiatori, mettevano un elemento vero e 20 falsi». «Sono partito dal voler fare un film sul cinema. Seguendo la vicenda del quadro diventa un dispositivo investigativo alla ricerca della verità», aggiunge Andò. «È una commedia ma anche un giallo aperto, nella tradizione italiana». Nel film, un investigatore in pensione decide di svelare la storia dietro il furto del quadro a Valeria timida segretaria di un produttore, che in realtà è una sceneggiatrice di talento che lavora in segreto per l'ultrapremiato sceneggiatore Alessandro Pes , che da anni non riesce più a scrivere. La storia mette in moto la produzione di un lungometraggio per il quale viene chiamato alla regia il grande cineasta Jerzy Kunze (Jerzy Skolimowski in un riuscito cameo). La mafia, però, non è contenta che i propri affari vengano svelati e passa all'azione. Oltre allo sceneggiatore, anche i rappresentanti del governo nella storia fanno la figura dei cialtroni. (fp)