Valloreja: fuori dall’Europa, meglio stare con Putin

12 Dicembre 2017

Oggi a Roma la presentazione del libro dello studioso pescarese che piace alla Russia del nuovo Zar 

Un saggio sul perché l’Italia per rinascere debba tassativamente uscire dall’Unione Europea, dall’Euro, dalla Nato e allearsi alla Russia di Putin. È la pubblicazione dell'abruzzese Lorenzo Valloreja, "Al di là del pregiudizio", come vuole il titolo (Domus Europa Independent Label, 436 pagine, 15 euro), che sarà presentata oggi alle ore 15 a Roma, nella Sala conferenze dell'Istituto di Santa Maria in Aquiro, su iniziativa della senatrice Paola De Pin. All'incontro partecipano anche il senatore Paolo Arrigoni, gli onorevoli Fabrizio Di Stefano, Gianni Melilla e Giulietto Chiesa, la professoressa Anna Rossi, il professor Michele Bianchi, il consigliere d'Ambasciata Federica Favi della direzione generale Affari politici e di sicurezza della Farnesina, oltre all'autore e al professor Nino Galloni che ha curato la postfazione al volume. La prefazione, invece, è stata affidata al filosofo Diego Fusaro.
La posizione espressa da Valloreja «si inserisce nel dibattito tra chi intravvede nel regime del nuovo Zar la minaccia espansionistica di un rinvigorito pericolo sovietico e chi invece è favorevole alla condotta del Cremlino e vorrebbe una cessazione delle sanzioni alla Russia», come spiega l'autore, pescarese classe 1975, laureato in Scienze politiche all'università di Teramo e in Filosofia e comunicazione all'università dell'Aquila, che ha già dato alle stampe il libro storico "Passione Angolana".Il saggio sarà messo in vendita dopo la presentazione di oggi ma ha già fatto parlare di sé, dopo l'intervista rilasciata da Valloreja a Sputnik News, un pezzo che, tradotto per le varie edizioni estere della testata russa, è stato rilanciato in rete, da utenti e media, linkato decine di migliaia di volte, per esempio, in Francia e in Germania in appena due giorni.
«Parto dal presupposto che l’Unione europea è nata senza alcuna considerazione per le diversità storiche, culturali ed economiche dei Paesi che la compongono», spiega Lorenzo Valloreja. «Si è tentato di innescare una fusione a freddo che non aveva nessuna ragion d’essere se non quella di evitare che la rivalità tra Parigi e Berlino potesse causare, in un futuro non ben determinato, nuove guerre. Attraverso normative comunitarie sempre più stringenti, la moneta unica e l’alleanza atlantica, gli Stati membri, ad eccezione di Francia e Germania, sono stati tutti “incaprettati”».
«Nel caso italiano» prosegue Valloreja «la politica agricola comune, ad esempio, ha completamente depotenziato e distrutto la nostra agricoltura a favore di quella francese, l’euro ci ha resi economicamente schiavi della Germania e ha favorito la deindustrializzazione del nostro Paese, mentre la nostra partecipazione alla Nato, che troppo spesso ha mosso guerra solo ed esclusivamente verso nostri partner, ci ha reso praticamente inesistenti in politica estera». Il libro ha tutti i presupposti per far discutere. Mentre in Francia sono già tre le case editrici interessate a un'edizione transalpina.
Giorgio D’Orazio
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