Veltroni racconta l’Italia attraverso l’archivio della Rai

ROMA. «Guardando il materiale delle Teche Rai sono stato travolto da quante belle cose lo sport ci ha regalato». Amare, ridere, immaginare: sono solo alcune delle azioni quotidiane che il nuovo...
ROMA. «Guardando il materiale delle Teche Rai sono stato travolto da quante belle cose lo sport ci ha regalato». Amare, ridere, immaginare: sono solo alcune delle azioni quotidiane che il nuovo programma «Gli occhi cambiano», scritto e diretto da Walter Veltroni (dopo l'esperienza di Dieci cose), a partire dal prossimo 26 dicembre sbarca su Rai 1, stavolta in seconda serata. Il progetto è composto da 6 documentari della durata di circa 70 minuti l'uno. Prodotto da Rai Storia che lo replicherà in prima serata (dall'11 gennaio 2017).
Ciascuna puntata «declinerà alcuni verbi significativi della nostra quotidianità», come appunto Ridere, Amare, Cantare, Tifare, Sapere, Immaginare su temi, suggestioni, personaggi della storia politica e sociale del nostro Paese, attraverso il racconto che ne ha fatto la «Rai dagli anni '50 ad oggi». «Gli occhi cambiano» aggiunge Veltroni, «viene realizzato grazie al lavoro di ricerca e restauro di materiali di teca quindi con risorse esclusivamente interne della Rai». E per farlo sono stato «sei mesi a spulciare nelle teche Rai, e negli studi anche curiosità inedite, materiali e oggetti d'epoca». Ha trovato cose interessanti? «Un tesoro. Alcune» risponde l'ex sindaco di Roma, ed ex segretario del Pd, scrittore, giornalista e regista «le ho utilizzate altre no però erano molto interessanti». Nel capitolo Ridere ovviamente i comici, («sono un po’ il ritratto del carattere italiano); «anche se ho voluto materiale visto di rado, come un Alberto Sordi al Tg».
Cosa altro rivedremo in questi documentari?
«Curiosità come il vestito indossato da Paola Pitagora per lo sceneggiato i Promessi sposi o il telefono giallo di Corrado Augias, delle testimonianze di Andrea Barbato su Hiroshima. Il fascino della canzone, le voci della cultura, l'emozione del tifo: «tante immagini da Gigi Riva a Maradona».
Cantare, immaginare, tifare sono i tre verbi coniugati da Veltroni. Tre nuove tappe di un viaggio che fa emergere come sia stretto ed intenso l'intreccio tra storia e racconto televisivo, tra il piccolo schermo e la memoria collettiva. Per il capitolo Cantare va ricordato che c'è sempre una prima volta, anche per i veterani della canzone. «Cantare» parte dalle prime apparizioni televisive di alcuni cantanti di successo, per raccontare come sia cambiato il modo di fare musica e il significato della musica stessa».