Verità, Madonna e altri quadri Sgarbi in Abruzzo a caccia di capolavori per l’Expo

9 Gennaio 2015

Il critico d’arte a Pescara per la collezione Di Persio e a Campli per un dipinto del Quattrocento: ecco le opere scelte per la grande esposizione a Milano

di Giorgio D’Orazio

«Bene, la caccia è stata ottima». Si è congedato così Vittorio Sgarbi da Pescara lo scorso 24 dicembre, mentre tutta la città era già a tavola per la vigilia di Natale e il critico d'arte reduce da un giro in Italia a caccia di capolavori per la grande mostra "I tesori d'Italia", prevista all'Expo 2015 di Milano, un giro che lo ha riportato in Abruzzo anche il 5 gennaio, stavolta a Campli.

Intorno alle 19.30 del giorno della Vigilia, Sgarbi ha fatto visita a sorpresa all'importante collezione dell'imprenditore Venceslao Di Persio e per circa 4 ore ha trovato il modo di visionare con tutta calma decine e decine di opere, mandando in fumo il protocollo natalizio per Di Persio e signora. La mostra che Sgarbi sta progettando per Expo andrà a rappresentare l'Italia dell'arte dal ’300 al ’900 con opere di autori provenienti da tutte le regioni. La visita al collezionista pescarese è stata mirata, perché Vittorio Sgarbi è venuto a conoscenza della prestigiosa collezione dell'Ottocento ed è piombato immediatamente a Pescara per conoscerla ma soprattutto per chiedere la collaborazione al prestito di diverse opere a Di Persio. E non è stata neppure una visita casuale, perché uno dei motivi fondamentali per il critico è la presenza di un quadro considerato da molti storici e critici dell'arte tra i più importanti dell'800, un capolavoro assoluto del maestro Antonio Mancini, “La Verità”, dipinto nel 1873, un quadro intenso e complesso che ha catturato lo sguardo di Sgarbi per molto tempo, meravigliato di averlo trovato a Pescara.

«Un quadro straordinario che anticipa molta pittura successiva, di grande modernità e di grande emotività», ha commentato Sgarbi mettendolo in cima alla lista dei suoi desideri pescaresi per Expo, affascinato anche dalla storia dell'opera illustrata dal collezionista.

«Lo stesso Mancini era così affezionato a questo quadro, con soggetto principale il piccolo modello Augustarello», ha raccontato Di Persio a Sgarbi «che quasi annualmente per vederlo si recava da Roma a Napoli da Giuseppe Casciaro che ne era proprietario». Il quadro è stato anche esposto alla Quadriennale di Roma con una targhetta tuttora visibile sul retro che ha rapito l'attenzione di Sgarbi e che indica l'opera - assicurata nel 1931 per ben 200.000 lire - come “invendibile”.

Tra gli altri capolavori che Sgarbi avrebbe individuato per la grande mostra di Expo e che ha richiesto in prestito al collezionista pescarese, ci sono opere di Guido Cagnacci, Silvestro Lega, Consalvo Carelli, Anton Sminck Pitloo, Michele Cammarano, Vincenzo Caprile e Gioacchino Toma.

Sgarbi è rimasto meravigliato dalla completezza della collezione che ha definito «di altissimo livello» e si è stupito «del fatto che una collezione del genere resti a Pescara anziché in un museo prestigioso».

La collezione nasce da 30 anni di ricerche e acquisizioni di Di Persio e della moglie Rosanna Pallotta in diversi Stati del mondo, con l'idea critica di creare un collegamento tra due grandi scuole pittoriche dell'Ottocento europeo, quella napoletana e quella francese di Barbizon, e annovera dipinti di autori come Courbet, Daubigny, Rosa Bonheur, Theodore Rousseau, Troyon, Georges Michel, Jules Dupre e Diaz de la Peña, senza contare maestri italiani da Mancini a De Nittis, da Morelli a Cammarano per citarne solo alcuni.

La visita di Sgarbi a Pescara è stata poi occasione di riflessione per il critico su autori e opere da portare all'Expo in rappresentanza dell'Abruzzo, grazie ad un confronto sulla consultazione di alcuni volumi della biblioteca specializzata messa a disposizione dal collezionista Di Persio.

Sgarbi ha anche individuato un autoritratto di Francesco Paolo Michetti, già icona del costituendo Archivio Michetti, posseduto da Di Persio. Michetti infatti è uno dei sei autori scelti fino ad ora da Sgarbi per presentare l'Abruzzo ad Expo 2015, insieme a Silvestro dell'Aquila, Saturnino Gatti, Costantino Barbella, Teofilo Patini e, dopo la visita a Campli prima dell'Epifania, anche Giacomo da Campli, autore della quattrocentesca "Madonna del Latte" elogiata da Sgarbi che il critico presenterà a Milano assieme alle altre opere dell'arte abruzzese che sta individuando.

«Una collezione veramente notevole» ha ripetuto Sgarbi, contesa per prestiti da istituzioni e curatori in tutto il mondo, basta pensare ad una mostra destinata a far storia come "La Maison Goupil et l'Italie", al Museo di Belle Arti di Bordeaux fino allo scorso febbraio, che ha scelto come opera-simbolo "Rovine di Pompei" di Alceste Campriani, conservata a Pescara dalla collezione Di Persio. La quale, nel luglio 2013, ricevette perfino la visita di Beatrice Avanzi, Conservatrice dei musei d'Orsay e de l'Orangerie, con la proposta di esporre in permanenza quei quadri a Parigi.

Un invito che Di Persio ha declinato, per ora, insieme a molti altri venuti da Milano, Roma e Ascoli Piceno, perché ha dichiarato di voler donare a Pescara la propria collezione attraverso una Fondazione e un museo da realizzare e gestire a sue totali spese nella ex Banca d'Italia di viale D'Annunzio. A fermarlo ci sarebbero «una vicenda giudiziaria e un disinteresse istituzionale», ha ribadito l'imprenditore-collezionista interpellato da Sgarbi.

«A bloccare il progetto è il disaccordo da parte della Soprintendenza ai beni architettonici alla chiusura di quella che viene definita "corte coperta", chiusura prevista nel progetto di riqualificazione che non altera l'esterno dello stabile nonché condizione necessaria per allestire il museo nella struttura bancaria» spiega Di Persio. La sua vittoria al Tar è stata parzialmente superata da una sentenza del Consiglio di Stato, ma Di Persio continua a chiedersi qual è il vero interesse pubblico, «se conservare intatto un cavedio senza pregio storico-architettonico oppure se dare a Pescara un museo unico che riceve proposte di ospitalità in Italia e all'estero». La prima risposta è presto giunta in perfetto stile Sgarbi.

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