Viaggio sul tema dell’amore nel recital di Marianacci e Viani

PESCARA . La luce della poesia su un fondo nero, il suono della parola umana recitata e cantata. Il regista Dino Viani ha cercato una messinscena asciutta ed essenziale per il recital di Dante...
PESCARA . La luce della poesia su un fondo nero, il suono della parola umana recitata e cantata. Il regista Dino Viani ha cercato una messinscena asciutta ed essenziale per il recital di Dante Marianacci “Da Dante a Dante. Viaggio nella poesia italiana sul tema dell’amore” in diretta streaming oggi (ore 10) #dantedì. L’appuntamento online (Facebook e YouTube) è promosso da Fondazione Aria con l’adesione di Centro per il libro e la lettura, Società Dante Alighieri, La casa della poesia Gabriele D’Annunzio.
Sessanta minuti accompagnati da intermezzi musicali (soprano Chiara Tarquini, al piano il maestro Raffaele Di Berto) e soprattutto dalla forza dei versi – recitati a memoria da Dante Marianacci – dei più grandi poeti italiani entrati nel cuore di tutti. Un inno salvifico in tempi cupi, alla vita e all’amore attraverso le parole di Dante, Petrarca, Ariosto, Foscolo, Leopardi, Carducci, Pascoli, d’Annunzio, Saba, Cardarelli, Ungaretti,Montale, Quasimodo, Caproni, Luzi. «Un viaggio nel viaggio», sintetizza Viani. «Ho cercato di unire l’errare del mestiere del mio conterraneo Dante Marianacci (come Viani originario di Ari, in provincia di Chieti, ndc) per decenni incaricato alla promozione culturale dal Ministero degli affari esteri, al volo libero nella poesia patrimonio autentico dell’identità italiana, sebbene frequentata ancora e sempre da un’élite di seguaci», considera il regista abruzzese. «In realtà la poesia rappresenta una forma di comunicazione immortale che sa parlare a tutti, come ci insegna l’Ariosto. Dalla poesia possiamo attingere significati di senso e di appartenenza in momenti di difficoltà come questo. L’arte tutta ci parla sempre e comunque da ogni tempo e luogo a differenza dell’epoca virtuale ed effimera in cui viviamo».