Virzì: «Tento il bis con la mia Brianza come il Connecticut»

«Dopo l'Oscar a Sorrentino, ora tutti in Italia vogliono il bis. Io cerco di spiegare che non è proprio così facile, ma faremo il possibile». Paolo Virzì scherza, ma non tanto, quando parla della...
«Dopo l'Oscar a Sorrentino, ora tutti in Italia vogliono il bis. Io cerco di spiegare che non è proprio così facile, ma faremo il possibile». Paolo Virzì scherza, ma non tanto, quando parla della possibilità di un secondo Oscar consecutivo al cinema italiano. Il suo film, Il capitale umano, è stato scelto per rappresentare l'Italia nella corsa agli Oscar 2015 e nell'ambito della rassegna Cinema Italian Style organizzata da Istituto Luce Cinecittà e American Cinematique, ci sarà la première americana del suo thriller, che dipinge «la ricchezza senza felicità dell'alta borghesia italiana. Ma la Brianza raccontata nel film», spiega Virzì, «somiglia al Connecticut» (il film è liberamente tratto dal romanzo omonimo di Stephen Amidon, ambientato appunto in Connecticut). «Ormai il mondo è diventato molto piccolo».
È la seconda volta che il regista livornese inizia la strada per gli Oscar. Era accaduto tre anni fa, per La prima cosa bella, ma il film non era stato scelto dall'Accademy of Motion Picture Arts and Sciences. «Anche quest'anno la competizione è importante. Ci sono 82 film in gara e sono tutti molto belli, ci sono delle storie molto forti, staremo a vedere», continua Virzì, in qualche modo divertito dal carrozzone hollywoodiano sul quale il suo film è salito.«Fra pochi giorni uscirà il trailer americano del film, che è completamente differente. Io stesso l'ho visto e mi sono chiesto: ma è il mio film?».
Ad accompagnare Virzì c'era Matilde Gioli, la giovane protagonista del film, al suo debutto cinematografico. «Questo è il mio primo film e questa è la mia prima volta a Hollywood. Sono felice e grata per questa straordinaria occasione che mi è stata data». Per lei è tutto nuovo e bellissimo. «Non avrò molto tempo, in questi giorni, di vedere Los Angeles, quindi ci tornerò».
Chi invece ha fatto proprio un appello affinchè gli sia data la possibilità di lavorare a Hollywood è Francesco Scianna, protagonista di Allacciate le Cinture di Ferzan Ozpetek. Con il suo inglese perfetto ha dichiarato: «Vorrei lavorare a Los Angeles, tutti noi vorremmo farlo, no?». La rassegna Cinema Italian Style era iniziata tre giorni fa con la proiezione allo storico Egyptian Theatre della versione restaurata di Nuovo Cinema Paradiso, e Giuseppe Tornatore, anche lui presente alla conferenza stampa, ha raccontato l'emozione vissuta in sala, ancora una volta, a 25 anni dal debutto del suo Totò. «Mi stupisce come certe emozioni e reazioni siano le stesse. È stata una bellissima sorpresa scoprire che il mio film è ancora vivo... e anche io sono ancora vivo! Rispetto a 25 anni fa l'unica differenza è che allora ero il più giovane, ora sono il più vecchio».
Cinema Italian Style prosegue sino al 18 novembre con la proiezione del meglio della cinematografia italiana dell'ultimo anno: oltre ai film di Virzì e Ozpetek, verranno presentati fra gli altri, Le meraviglie di Alice Rohrwacher, Anime Nere di Francesco Munzi, Italy in a day, documentario collage di Gabriele Salvatores e La mafia uccide solo d'estate di Pif.