Virzì: «Soffia un vento di paura Fellini? Ti cura dall’insensatezza»

28 Novembre 2019

FIRENZE . «Il mio padre artistico? Il pantheon è immenso. Fellini? Non oso neanche nominarlo perché è una divinità, uno stregone, il Michelangelo del cinema. Da bambino ho visto Otto e mezzo e mi...

FIRENZE . «Il mio padre artistico? Il pantheon è immenso. Fellini? Non oso neanche nominarlo perché è una divinità, uno stregone, il Michelangelo del cinema. Da bambino ho visto Otto e mezzo e mi colpì tantissimo. Otto e mezzo è un film indispensabile quando la vita ti sembra assurda, incomprensibile. Fellini, ti guarisce, ti cura dall’insensatezza».
Così il regista Paolo Virzì nel corso di un incontro con il pubblico al teatro La Compagnia di Firenze dove sarà insignito del Pegaso d’oro della Regione Toscana. «Ammiro i maestri della commedia all’italiana perché hanno saputo raccontare il nostro Paese», aggiunge. «Penso ad esempio a Monicelli. Non mi vergogno di aver copiato e rubato tanto. Amo anche Ken Loach che sento come un cugino o uno zio, il narratore della povera gente senza vittimismi». «Gli attori che scelgo? Cerco innanzitutto delle persone», sottolinea. «Non cerco il bravo attore, esperto. Spesso cerco il cuore, mi piace incontrare l’essere umano. Amo gli attori, mi innamoro di loro, faccio il tifo per loro. Alcune volte mischio attori conosciuti e personaggi sconosciuti come in Baci e abbracci, un film fra i più autentici e sinceri, a cui sono molto affezionato. Ovosodo? Non lo guardo dal 1997. Una volta girato non l’ho rivisto più. Il finale ? Il dolore è una cosa con cui fare i conti tutta la vita. Quello che puoi fare è tentare di far diventare amico quel dolore, o farlo diventare dolcezza».
A chi gli chiede se abbia intenzione di fare un film in stile tragico-drammatico risponde: «Ci ho provato con Il capitale umano. L’elemento ironico c’è nella vita e quindi non è che mi scappa, mi viene naturale. Tengo sempre insieme dramma e ironia». Virzì parla di «un momento difficile, oggi bisogna tenere gli occhi e le orecchie aperte. Sta soffiando un vento preoccupante. I temi del cambio climatico non vanno visti solo da un fronte ambientalista. È qualcosa che riguarda tutti. Mi spaventano gli impresari della paura e chi racconta bugia su questi temi. I social? Stanno intossicando il Paese e mettendo a rischio la democrazia. Il mondo pubblico è segnato da bugie, odi, divisioni. C’è anche una narrazione tossica del nazionalismo, si parla di sovranismo e muri. Si mette in moto un meccanismo di regressione e queste cose mi fanno ribollire il sangue. So che a Roma stanno organizzando un flash mob delle sardine, andrò, ma mi nasconderò perché guai a fare le liste delle celebrità di chi vi partecipa».
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