Zalone, record di tutti i tempi «Sanremo? Temo il massacro»

ROMA. Checco Zalone supera se stesso e fa registrare con “Quo vado”' (dal primo al 12 gennaio) 52.166.450 euro (7.347.131 presenze in sala certificate Cinetel): un risultato che diventa il maggiore...
ROMA. Checco Zalone supera se stesso e fa registrare con “Quo vado”' (dal primo al 12 gennaio) 52.166.450 euro (7.347.131 presenze in sala certificate Cinetel): un risultato che diventa il maggiore incasso per un film italiano di tutti i tempi, superando anche il precedente record, sempre detenuto da Zalone, ovvero quello di “Sole a catinelle” pari a 51.948.550 euro nel 2013.
Intanto, Zalone si è raccontato in un’intervistaa Sette, il magazine del Corriere della Sera in edicola da domani. A chi ha criticato “Quo vado?” perché mostra troppa indulgenza nei confronti dei vizi degli italiani ribatte: «È vero. Di questo schifo che siamo noi italiani credo che qualcosa vada salvato». E in risposta a Maurizio Gasparri che ha visto nel film una stroncatura alla riforma renziana delle Province rivendica la sua indipendenza: «Io faccio il comico. Prendo per il culo un fatto evidente: siamo un popolo restio al cambiamento. Non credo che questa constatazione abbia un colore politico». È stato invitato a pranzo ad Arcore ma è stato con Silvio Berlusconi solo una mezz’oretta perché «sono capitato il giorno in cui si è materializzata l’ipotesi di una scissione dentro Forza Italia. Berlusconi stava a tavola con questo foglietto in mano. Sopra c’era il piccolo elenco degli scissionisti. Era piuttosto incazzato».
«Io non monetizzo questo successo. Ho smesso di fare serate e comparsate alle convention e, a differenza di molti colleghi, non faccio pubblicità» e continua: «C’è la fila di compagnie telefoniche, case automobilistiche che mi vogliono come testimonial. Ti fanno offerte tali che ti senti un po’ coglione a rifiutare ma sarebbe uno schifo, un tradimento. La gente ti viene a vedere, si diverte, ti vuole bene… e tu prendi la tua faccia da cazzo e la metti a disposizione di un prodotto? Non si fa per educazione. Poi c’è anche un problema di convenienza: se ti vedono tutti i giorni in tv negli spot perché dovrebbero venirti a vedere al cinema?».È deciso anche sul comparire o meno a Sanremo: «La comparsata sanremese è strapagata, ma sono soldi pubblici. E se li prendi scoppiano le polemiche. Ti massacrano».
Sulla sua carriera dice: «Non so se ho alternative come attore. Certo non mi dispiacerebbe un’esperienza internazionale». Prossimamente gli piacerebbe interpretare il maestro Riccardo Muti: «È di Molfetta. Lo farei bambino. Già altero e severissimo. E con la maestra delle elementari che lo chiama... maestro».
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