Abruzzo

Consiglio regionale, spunta l’emendamento d’oro: «Contributi per 8,5 milioni»

29 Ottobre 2025

Regione Abruzzo. Scontro in commissione Bilancio, l’opposizione denuncia: «Si distribuiscono prebende». Paolucci: «Servirebbe l’intervento degli organi competenti»

L’AQUILA. Fino a ieri lo pensavano tutti: il consiglio regionale in programma oggi sarebbe passato in archivio sotto il segno dell’ordinaria amministrazione. Scorrendo l’ordine del giorno, se non fosse per la polemica quasi scontata sulle terme di Caramanico chiuse da cinque anni, i fronti di scontro erano quasi assenti. Ma ieri in commissione Bilancio è spuntato un emendamento d’oro dal valore di 8,5 milioni di euro, cioè un’altra leggina omnibus con una pioggia di contributi. E la commissione, guidata dal consigliere della Lega Vincenzo D’Incecco, è finita tra le contestazioni: la conseguenza è che oggi quella scia di polemica arriverà in aula.

Ieri, la commissione è finita in anticipo. A spiegare perché sono i consiglieri di opposizione del Patto per l’Abruzzo, a partire dal capogruppo Luciano D’Amico: «La seduta è stata chiusa anticipatamente dal presidente D’Incecco senza licenziare tutti i punti all’ordine del giorno», raccontano i consiglieri, «la seduta odierna ha espresso i pareri finanziari propedeutici ai lavori del Consiglio regionale, previsto domani e le proposte emendative della maggioranza non sono state votate da tutti i componenti del centrodestra presenti in aula, palesando una spaccatura tra Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia».

I consiglieri proseguono: «Mentre l’Abruzzo sta vivendo un momento di gravi ristrettezze finanziarie continua la pioggia di emendamenti con cui si provvede in modo confuso ed emergenziale a tappare alcuni buchi e distribuire ancora prebende. Questo atteggiamento non fa bene all’Abruzzo e agli abruzzesi che meriterebbero una gestione delle risorse pubbliche indirizzata con trasparenza verso le reali necessità dei territori e di chi li abita».

L’ordine del giorno prevede tre interpellanze della minoranza – presenza dei medici nell’area vestina di Antonio Di Marco del Pd, risorse per il Cram di Alessio Monaco di Avs e ricostruzione post-sisma di Pierpaolo Pietrucci del Pd –, poi, due progetti di legge su rischio valanga e cooperative di comunità; l’elezione del Garante regionale degli animali e di due componenti del Collegio regionale per le Garanzie statutarie; a seguire tre risoluzioni, sul carcere Castrogno di Teramo, terme di Caramanico e fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore entro il termine del 2027.

Poteva essere una seduta al riparo dei veleni, al netto di un fisiologico botta e risposta, e invece non sarà così: «Ancora una volta la giunta Marsilio si prepara a distribuire risorse pubbliche con la solita legge omnibus, lo strumento usato ormai da sette anni per elargire fondi all’ultimo momento e secondo logiche di convenienza politica», denuncia Silvio Paolucci, capogruppo Pd, «questa volta l’emendamento “e ulteriori disposizioni” viene aggiunto alla legge sulle cooperative sociali che diventa il veicolo normativo dove aggiungere di tutto. Un metodo inaccettabile, che svilisce il ruolo del consiglio regionale e cancella ogni principio di trasparenza, programmazione e parità di accesso».

La leggina innocua sulle cooperative sociali diventa allora una manovra da 8,5 milioni di euro: «Quasi 5 milioni di nuove entrate, metà delle quali derivanti dall’applicazione dell’avanzo vincolato da accantonamenti di Abruzzo Progetti e metà da presunte maggiori entrate», spiega Paolucci, «si tratta di risorse, quelle per Abruzzo Progetti, che non possono essere destinate perché destinate alla liquidazione di una società che infine non è stata liquidata e che quindi devono tornare alla piena disponibilità dell’ente. Le altre risorse vengono prevalentemente utilizzate per l’Agenzia della Protezione civile, per le utenze e per il Giro d’Italia già svolto con una modalità di procedere che non è consentita e che», sottolinea Paolucci, «dovrebbe essere attenzionata dagli organi competenti». Il capogrupo Dem prevede un anno che verrà a tinte scure: «Con le ristrettezze che abbiamo e le prospettive di bilancio catastrofiche per il 2026, questo modo di procedere è irresponsabile e dannoso. È necessario ridefinire le priorità e non disperdere fondi pubblici con logiche spartitorie. Per sette anni la destra di Marsilio ha governato l’Abruzzo a colpi di provvedimenti dell’ultim’ora, impedendo all’opposizione di esercitare il proprio ruolo di verifica e controllo sull’uso delle risorse pubbliche».

Secondo Paolucci, «il Bilancio di previsione del 2026 si prepara a iscrivere tagli per oltre 120 milioni di euro che derivano dalla copertura pluriennale dei deficit sanitari del 2023 del 2024 e dal patto di stabilità a firma Meloni cui si aggiungono le coperture previste dal Programma operativo della Sanità 2025/2027. Governano sull’onda dell’emergenza e del consenso immediato», dice Paolucci, «senza una strategia di sviluppo, senza programmazione e senza visione di futuro. È così che l’Abruzzo è scivolato in fondo a tutte le classifiche, da quelle sociali a quelle economiche, perdendo competitività, servizi e opportunità. Serve un cambio radicale: trasparenza, pianificazione e una gestione delle risorse che premi il merito e non le appartenenze politiche. Un esecutivo che ha prodotto tagli enormi nel settore sanitario che non riesce più a dare risposte adeguate ai cittadini abruzzesi. A questi tagli all’interno della sanità», conclude Paoluci, «si sommano più tasse e tagli draconiani per tutti gli altri settori della Regione. Questo è il bilancio di un fallimento politico e gestionale totale».