Ora la provincia di Isernia si riavvicina all’Abruzzo: «Il referendum va avanti»

8 Agosto 2026

Il Consiglio di Stato ha deciso: l’assemblea provinciale dovrà pronunciarsi sul voto.

Il presidente del Comitato promotore: «Avevamo tutti contro e abbiamo vinto»

CHIETI

Il Consiglio provinciale di Isernia dovrà pronunciarsi sulla richiesta di indizione di un referendum popolare per l'aggregazione della Provincia alla Regione Abruzzo. Questo ha stabilito il Consiglio di Stato, che ha accolto il ricorso presentato dal Comitato promotore contro il provvedimento con cui l'ente provinciale aveva bloccato l'iter. «Ricorso accolto, vittoria su tutti i fronti» afferma Antonio Libero Bucci presidente del Comitato promotore. La vicenda nasce nel 2024 con la costituzione del Comitato per l'aggregazione della Provincia di Isernia all'Abruzzo, sostenuto da una petizione che ha raccolto, tra gli elettori dei 53 comuni della provincia di Isernia, 5.236 firme su questo quesito: «Volete che la Provincia di Isernia sia staccata dalla Regione Molise e aggregata alla Regione Abruzzo?». Tra gli obiettivi indicati dai promotori, il superamento delle difficoltà legate ai servizi, in particolare sanità e infrastrutture, il contrasto allo spopolamento e una maggiore integrazione territoriale. Dopo la consegna della petizione alla Provincia, l'iter si era fermato nel dicembre scorso, quando il segretario generale aveva comunicato ai promotori l'improcedibilità della richiesta per la mancanza, nel carteggio, della proposta deliberativa ritenuta necessaria per avviare l'istruttoria. Il Comitato non si è perso d’animo e, convinto delle proprie ragioni, ha presentato ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. Il Consiglio di Stato, nel parere espresso sulla vicenda, ha ritenuto il provvedimento viziato da “carenza di motivazione ed eccesso di potere”, aprendo così la strada alla ripresa dell'iter. «Avevamo contro tutte le forze politiche, locali e nazionali», dice Bucci, «e nonostante questo siamo riusciti a spuntarla. Siamo di fronte all'ennesima conferma dell'inconsistenza delle tesi sostenute dalla Provincia di Isernia. Ora il Consiglio provinciale dovrà esprimersi sulla volontà popolare. Se dovesse votare contro l'indizione del referendum, dovrà motivare la propria decisione». La provincia di Isernia è stata istituita con decreto del 3 marzo 1970, per scorporo dalla provincia di Campobasso. Al momento della sua istituzione non poche furono le spaccature nella popolazione, soprattutto nell'area venafrana, che chiedeva di essere annessa alla provincia di Caserta. La maggior parte dei comuni ha una popolazione inferiore ai mille abitanti, che, complessivamente sono circa 78mila. Il Molise invece è nato come regione autonoma il 27 dicembre 1963, data in cui è stata pubblicata la Legge costituzionale n.3 che lo ha staccato dall’Abruzzo. Per approvarne l’istituzione fu necessaria una deroga alla norma costituzionale secondo cui ogni regione di nuova formazione deve avere almeno 1 milione di abitanti: all’epoca il Molise ne aveva circa 350mila. Oggi ne ha ancora di meno: dai 313mila abitanti nel 2013 è passato a 287mila nel 2025. «Sebbene la consultazione popolare fosse condizione necessaria per dividere la regione, come da dettato costituzionale», afferma il presidente Bucci, «nel 1963 fu smembrata una regione senza consultare la popolazione interessata, ora dopo 60 anni di arretramento economico, civile, demografico, si vuole ripetere la stessa infamia. Qui è in gioco il diritto di un popolo a esprimere il proprio volere». Lo statuto provinciale prevede che si possa ricorrere a una consultazione popolare per le questioni che riguardano l’accorpamento di enti locali, a patto che siano limitrofi. È una cosa che si può fare in tutto il paese (anche se poi ciascun ente può regolarla in modi diversi) in base all’articolo 132 secondo comma, della Costituzione (variazioni di province e comuni tra regioni diverse tramite referendum e legge statale), che garantisce la possibilità che un comune o un’intera provincia «siano staccati da una regione ed aggregati ad un’altra», se ne fanno richiesta e dopo l’approvazione popolare attraverso un referendum. Un'idea, un movimento di aggregazione in controtendenza a quello del passato, quando la dipendenza della provincia di Campobasso da altre province vicine era stata il motivo per cui nell’Assemblea costituente furono proposte anche altre soluzioni di accorpamento, non solo quella con l’Abruzzo: si parlò per esempio della possibilità di istituire la regione “Sannio”, che comprendesse le province di Campobasso, Benevento e Avellino (che poi invece finirono in Campania). Alla fine, la Costituente istituì 19 regioni, con Abruzzi e Molise insieme. Queste ragioni a favore dell’autonomia del Molise rimasero valide fino al 1963, quando poi il territorio divenne effettivamente indipendente. L'aggregazione della provincia di Isernia all'Abruzzo è comunque un primo passo: l'obiettivo è unire le due regioni, Abruzzo e Molise, come nel passato.