A Rocca San Giovanni la presentazione del volume “Vitivinicoltura Frentana”

7 Marzo 2026

Il libro, pubblicato da Meta Edizioni, è stato scritto da Rocco Cuzzucoli Crucitti e Silvino D’Ercole. Ieri pomeriggio si è tenuto un evento in Torre Vinaria con gli autori 

ROCCA SAN GIOVANNI. È stato presentato ieri pomeriggio, nella Cantina Frentana di Rocca San Giovanni, “Vitivinicoltura Frentana – dalle origini alla Torre Vinaria” (Meta Edizioni), libro scritto da Rocco Cuzzucoli Crucitti e Silvino D’Ercole. Il volume esplora il ruolo fondamentale che hanno avuto le organizzazioni monastiche nella riorganizzazione sociale e produttiva della fascia costiera locale, per poi concentrarsi sugli ultimi trent’anni di Cantina Frentana. Una realtà sempre più in crescita: prima cooperativa vinicola nata nel 1958 in Abruzzo, oggi è tra le più affermate della regione grazie anche alla fusione con le cantine Sangro e San Giacomo. Ciliegina sulla torta, la Torre Vinaria, frutto di un importante lavoro di restauro e oggi punto di riferimento del territorio per convegni ed eventi enogastronomici.

L'apertura dei lavori è stata affidata a Carlo Romanelli, presidente di Cantina Frentana: “Questo libro mi fa tornare indietro di qualche anno quando si parlava di cooperazione”, ha affermato. “Il vino ha bisogno di accuratezza, va tenuto sempre sotto controllo perché altrimenti, come un bambino, si ammala”. E Fabio Caravaggio, sindaco di Rocca San Giovanni, ha annunciato che “quest'anno ospiteremo la festa regionale delle città del vino”, a conferma di quanto la costa dei trabocchi sia ormai diventata centrale in Abruzzo.

A proposito del trabocco, Crucitti ha ricordato che questa struttura “è diventata identitaria per il territorio. Le famiglie costruivano dei trampolini sulla costa per consentire l'avvicinamento della navigazione da cabotaggio, e approfittavano dei momenti morti per fare pratica nella pesca. È stato così che, nel tempo, sono diventati un po' pescatori e un po' contadini. Con la fine del feudalesimo, poi, molte famiglie hanno riscattato le proprietà, intorno al 1840, e ancora oggi possiedono quelle terre”.

Silvino D’Ercole ha invece sottolineato che “la cantina è custode di una tradizione che cerca di rinnovare in base ai tempi e alle tendenze attuali. Questo è un territorio vocato per l'agricoltura. Trent'anni di Cantina Frentana raccontano un percorso che ha un inizio e una fine. Si parte con un nuovo consiglio di amministrazione che voleva cominciare una nuova avventura, in un momento storico in cui c’erano ancora gli strascichi dello scandalo del vino al metanolo, risalente al 1986. Poi abbiamo avuto le fusioni con altre cantine. Ovviamente la Torre Vinaria ha costituito un momento importante in questo percorso, passando da luogo produttivo a spazio culturale e di accoglienza. Oggi ci troviamo di fronte a una realtà fortemente rappresentativa della situazione frentana, da preservare per il futuro”.

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