Bimbi del bosco, la relazione Asl: «Tornino dai genitori, è urgente»

Ecco il documento della Neuropsichiatria infantile alla base della richiesta presentata dalla difesa:
«Deve esserci il riavvicinamento anche per evitare che i piccoli vivano la distanza come una punizione»
PALMOLI
«Si ribadisce quanto sia fondamentale per il benessere e la crescita dei bambini un immediato ricongiungimento, affinché possa essere ripristinata una consuetudine familiare ed emotiva anche propedeutica all’accettazione e all’avvio del percorso didattico dei piccoli». È il passaggio chiave della relazione dei neuropsichiatri infantili della Asl Lanciano Vasto Chieti che, in un documento di appena tre giorni fa, esprimono un parere netto sui bambini del bosco di Palmoli, il 20 novembre scorso portati via da mamma Catherine Birmingham e da papà Nathan Trevallion e collocati in una casa famiglia di Vasto. Secondo gli esperti dell’azienda sanitaria, dunque professionisti terzi, i tre fratellini devono tornare dai genitori: «È necessario che tale riavvicinamento avvenga in tempi congrui e anticipati rispetto all’inizio del percorso di istruzione al fine di consentire ai bambini l’avvio di una routine familiare conciliante tra le vecchie e nuove abitudini ed esigenze, che restituisca loro la libertà degli affetti e consenta così di accettare una strutturazione quotidiana modulata anche sulle esigenze didattiche e relazionali». Insomma: non c’è tempo da perdere, anche perché i bimbi del bosco – su decisione della tutrice – a partire da quest’anno frequenteranno la scuola pubblica.
Sempre secondo la Neuropsichiatria infantile, «l’urgenza di un provvedimento in questa direzione appare fondamentale anche per non far ulteriormente vivere dai bambini in modo punitivo il distanziamento dai genitori».
Il documento della Asl è contenuto nell’istanza che l’avvocato Simone Pillon, difensore dei genitori del bosco, ha depositato ieri al tribunale per i minorenni dell’Aquila per sollecitare il ricongiungimento della famiglia. La richiesta, come spiega il legale, consta di 99 pagine «in cui si ricostruisce la vicenda processuale e umana e si evidenziano i nuovi accertamenti istruttori e i significativi fatti sopravvenuti che hanno consistentemente modificato la situazione». Si rappresenta al tribunale «che ormai tutti i soggetti coinvolti, dalla consulente tecnica d’ufficio ai consulenti di parte fino all’équipe di Neuropsichiatria infantile e alla comunità scientifica nazionale, chiedono sia disposto rispettivamente un “precoce”, “immediato” e “urgente” rientro dei minori in famiglia». I figli di Catherine e Nathan dallo scorso marzo sono stati separati anche dalla madre, inizialmente autorizzata a vivere in casa famiglia, anche se in un piano diverso rispetto a quello dei bimbi, che poteva incontrare solo durante i pasti.
«Sono state offerte al tribunale», prosegue Pillon, «le valutazioni della difesa in ordine al bilanciamento dei nuovi elementi e si è prodotta una rassegna della giurisprudenza italiana ed europea di legittimità e di merito in materia. Si è dato atto del rinnovato clima di collaborazione che si è instaurato tra le parti e del proposito di superare, con il confronto e il dialogo, le rimanenti difficoltà».
«Sarebbe bellissimo, e oso sperarlo», conclude l’avvocato, «che la decisione fosse favorevole e intervenisse prima di uno dei compleanni dei bambini, che cade proprio tra meno di un mese. Sarebbe una grande occasione di festa per tutti».

