26 giugno

Oggi, ma nel 1984, a Milano, nell’appartamento al civico 84 di corso Magenta, Terry Broome, modella statunitense di 26 anni, assassinava, con tre colpi di pistola Smith & Wesson 38 Special, per vendetta contro le ripetute molestie, Francesco D’Alessio, playboy di 40, proprietario della scuderia “Lore” e figlio di Carlo, patron della “Cieffedi”, una delle équipe di purosangue più prestigiose d’Europa. La sera precedente, al Nephenta, locale modaiolo del centro, la vittima aveva svelato pubblicamente che l’americana, legata sentimentalmente al gioielliere Giorgio Rotti, fosse un’habitué delle orge e che avesse partecipato ad un incontro a sei in casa del finanziere Claudio Cabassi, pure lui quarantenne e sodale di D’Alessio da sette anni.
L’uscita di D’Alessio (nella foto, particolare, insieme alla Broome), che le faceva stalking ante litteram, aveva incrinato immediatamente il rapporto della ragazza immagine a stelle e strisce col fidanzato e le aveva causato attrito con la sorella Donna Broome, anche lei presente nel club. Consumatrice abituale di cocaina, con fragilità emotive presumibilmente legate allo stupro subito da parte di tre uomini quando aveva 16 anni e alle angherie verosimilmente perpetrate su di lei dal padre, ufficiale reduce della guerra del Vietnam con problemi di stress e dipendenza dalla bottiglia, la Broome metteva a segno l’omicidio sotto l’effetto della droga e dell’alcool, davanti agli occhi di un’altra indossatrice, Laura Marie Roiko, e con l’arma di Rotti.
Il delitto rivelava i vizi dell’alta società meneghina. Dopo la fuga a Zurigo, 27 maggio 1987, in appello, la mannequin verrà condannata, con sentenza che poi diverrà definitiva, a 12 anni e mezzo di carcere. Pena che sconterà nel penitenziario milanese di San Vittore e in quello di Pavia. E durante la detenzione, il 6 gennaio 1985, tenterà anche di suicidarsi. Dopo la scarcerazione, il 22 febbraio 1992, tornerà negli Usa. Ma il caso rimarrà uno dei fattacci clamorosi inseriti negli annali di cronaca nera del Belpaese. Nelle varie esternazioni rimarcherà sempre d’essere stata avvantaggiata dall’essere stata processata in Italia perché negli States, con buona probabilità, per quel reato le sarebbe stata comminata la pena capitale.
