Chieti, ex caserma Berardi: che cosa ci mettereste?

9 Febbraio 2014

Il Centro lancia un sondaggio: chi ha idee può inviarle a red.chieti@ilcentro.it Le prime proposte. Cinzia: "Uffici e appartamenti". Alessio: "L’università"

CHIETI. Come vorreste che fosse usata l’ex caserma Berardi? Il Centro lo chiede ai residenti della zona (e non solo) finita nell’occhio del ciclone dopo l’indiscrezione che lì potrebbe nascere un centro di prima accoglienza per immigrati. Ma le controproposte sono tante e variegate. E c’è spazio per tutti per esprimere la propria opinione. Da oggi apriamo un dibattito cittadino: chiunque può inviare idee a red.chieti@ilcentro.it. Le prime voci le abbiamo raccolte ieri.

«Io ci riunirei tutti gli uffici pubblici o ci farei appartamenti privati», propone Cinzia Rocci, titolare della cartoleria di fronte all’ex ospedale civile, «soluzioni che porterebbero movimento e produttività. Oppure userei quello spazio enorme per riaprire la scuola media Vicentini (trasferita nella sede della Modesto della Porta dopo il terremoto del 2009, ndc) o trasferirci l’università». E se ci facessero un centro di accoglienza per immigrati? «Non mi starebbe bene, Chieti è in difficoltà, la gente resta senza lavoro, non abbiamo i mezzi per aiutare gli stranieri». Ezio Giandomenico non ha dubbi: «Bisogna rimetterci i militari». Ma conviene, visto che la leva obbligatoria non c’è più? «Sì, anche negli ultimi tempi», ribatte, «alla Berardi c’erano fra i 300 e i 400 soldati, con un ricambio ogni tre mesi». E se il ministero della Difesa decidesse di affidare la struttura al Comune? «A me qualsiasi cosa andrebbe bene, penso anche a riaprire le scuole medie Vicentini, qualcosa che porti produttività, anche abitazioni private. Ma il centro d’accoglienza non può essere messo in centro città, va in periferia: gli immigrati non hanno soldi né lavoro, porterebbero solo problemi. Qui ci vuole qualcosa che riporti i guadagni di 10 o 15 anni fa». Ha le idee ancora più chiare Alessio Di Iorio, capogruppo del Pd, che vive in zona: «Quello è il posto ideale per l’università, magari per nuove facoltà, in più l’ex ospedale potrebbe essere usato come studentato.

È una zona strategica, la meglio collegata della città e così si rivitalizzerebbe il centro puntando sugli studenti. La rimessa degli autobus, di proprietà regionale, potrebbe risolvere molti problemi di parcheggio: ci vedo uno sviluppo più ampio della sola caserma Berardi». Scommetterebbe sui militari anche l’edicolante Marco Iezzi, che qui è nato e ha ragionato ampiamente sui numeri: «Ammettiamo che 300 militari spendano 1 euro al giorno: fanno 108mila euro. Buttali via! È l’unica soluzione per ridare vita a Chieti che è stata massacrata». E perché non realizzare uffici o spazi per i giovani? «Andrebbe bene, ma la caserma permetterebbe di guadagnare: basti pensare a bar, ristoranti e alberghi. Questa èl’unica soluzione possibile». Voi che ne dite?(f.r.)