Dodici colpi alla moglie, poi si spara al cuore
Vasto: finanziere e impiegata litigano per ore prima del dramma
VASTO. Una scarica di proiettili addosso alla moglie e uno per se stesso, dritto al cuore. Sono morti così Mirella La Palombara, 43 anni, e il marito Nicola Desiati, 47, entrambi di Vasto. I vigili del fuoco li hanno trovati ieri pomeriggio, lei a terra in sala da pranzo riversa su un lato e colpita in pieno viso, lui seduto sul divano a pochi metri, con la pistola di ordinanza ancora in pugno.
L'omicidio-suicidio è avvenuto venerdì sera, probabilmente tra le 19 e le 20, in contrada San Tommaso, a poche centinaia di metri dalla Nazionale Adriatica. Lui finanziere, lei impiegata in cassa integrazione alla Gissi Confezioni, sposati da sei anni e senza figli.
La madre della donna provava a chiamarli dalla serata di venerdì, sia a casa che sul cellulare, fino al primo pomeriggio di ieri quando, in preda all'ansia, si è fatta accompagnare dal fratello a casa della coppia. Il residence "Neptunia", semivuoto durante l'inverno, era avvolto dal silenzio. Inutile suonare il campanello al primo piano di questo palazzo a ridosso della ferrovia. Allarmati i familiari hanno allertato il 113 e i vigili del fuoco. Sono stati questi ultimi a sfondare una finestra sul lato posteriore dell'appartamento e ad entrare nel bilocale. Di fronte si sono trovati una scena agghiacciante che è stata risparmiata alla madre della vittima.
Secondo la prima ricostruzione degli inquirenti, Desiati, che prestava servizio nella caserma della guardia di finanza Torre Fantine a Chieuti (Foggia), è rientrato a casa venerdì pomeriggio, intorno alle 16.30, accompagnato da un collega. Dopo poco, i vicini raccontano di aver sentito discutere. Tra lui e la moglie è scoppiata una lite. Urla e rumori sono andati avanti a ondate per un paio d'ore, poi una serie di colpi, tredici. I condomini non hanno dato l'allarme, scambiando quei colpi per fuochi di artificio, visto che in città si usa organizzarli in occasione dei matrimoni.
In casa tutto era in ordine, «una scena perfetta» dicono gli inquirenti. Solo un asse da stiro aperto all'ingresso e l'intonaco caduto sotto i proiettili che sono finiti sulle pareti. Il finanziere ha scaricato l'intero caricatore della Beretta calibro 9 in dotazione ai militari, lasciando un unico colpo in canna che ha destinato a se stesso. Sui corpi non sembrano esserci segni di colluttazione.
Un normale venerdì pomeriggio, lui aveva indosso abiti borghesi e scarpe, lei era in pantofole, forse si accingeva a stirare. Secondo gli inquirenti si tratta di un raptus, un gesto d'ira improvviso arrivato alla fine di una lunga lite.
L'esame sui due cadaveri è stato effettuato dal medico legale Pietro Falco e dal collega Franco Parente. «Ad uccidere la donna sono stati i proiettili che le hanno colpito la testa», ha detto Falco, che al più tardi martedì effettuerà l'esame autoptico sui corpi. Bisogna capire a che distanza sono stati sparati i colpi, quanti hanno colpito la giovane donna e che margine temporale c'è stato tra l'omicidio e il suicidio. Dai primi rilievi sembra però che sia trascorso un po' di tempo prima che il finanziere, rendendosi conto di quello che aveva fatto, decidesse di togliersi la vita con un colpo al cuore.
Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore del tribunale di Vasto, Giancarlo Ciani. Il comandante provinciale di Chieti e quello della Compagnia di Vasto, Paolo D'Amata e Luigi Mennitti, hanno espresso il cordoglio dell'intero Corpo della finanza. Diversi i colleghi di Desiati giunti anche da Chieuti. Parlano di un gesto incomprensibile, di una persona che amava la vita e lo sport, sempre pacifica e riflessiva, con una passione per il bricolage. Lavorava il legno, aveva costruito da solo il gazebo nel giardino e una serie di sedie e oggetti per la casa. Una coppia normale, che amava il mare e andare in canoa. Gli unici screzi sembravano riguardare i rapporti con i parenti di lui. La moglie era critica nei loro confronti e preferiva non frequentarli. Ma nulla faceva presagire una simile tragedia. Desiati invece era benvoluto dai suoceri, che per lui hanno avuto parole buone: «Lo rispettavamo tanto, non riusciamo a capire». Davanti all'abitazione c'era il fratello di Desiati, mentre la sorella della vittima, che vive fuori regione, è rientrata in serata. Le due salme hanno lasciato l'abitazione per essere trasportate all'obitorio a bordo di un unico furgone.
L'omicidio-suicidio è avvenuto venerdì sera, probabilmente tra le 19 e le 20, in contrada San Tommaso, a poche centinaia di metri dalla Nazionale Adriatica. Lui finanziere, lei impiegata in cassa integrazione alla Gissi Confezioni, sposati da sei anni e senza figli.
La madre della donna provava a chiamarli dalla serata di venerdì, sia a casa che sul cellulare, fino al primo pomeriggio di ieri quando, in preda all'ansia, si è fatta accompagnare dal fratello a casa della coppia. Il residence "Neptunia", semivuoto durante l'inverno, era avvolto dal silenzio. Inutile suonare il campanello al primo piano di questo palazzo a ridosso della ferrovia. Allarmati i familiari hanno allertato il 113 e i vigili del fuoco. Sono stati questi ultimi a sfondare una finestra sul lato posteriore dell'appartamento e ad entrare nel bilocale. Di fronte si sono trovati una scena agghiacciante che è stata risparmiata alla madre della vittima.
Secondo la prima ricostruzione degli inquirenti, Desiati, che prestava servizio nella caserma della guardia di finanza Torre Fantine a Chieuti (Foggia), è rientrato a casa venerdì pomeriggio, intorno alle 16.30, accompagnato da un collega. Dopo poco, i vicini raccontano di aver sentito discutere. Tra lui e la moglie è scoppiata una lite. Urla e rumori sono andati avanti a ondate per un paio d'ore, poi una serie di colpi, tredici. I condomini non hanno dato l'allarme, scambiando quei colpi per fuochi di artificio, visto che in città si usa organizzarli in occasione dei matrimoni.
In casa tutto era in ordine, «una scena perfetta» dicono gli inquirenti. Solo un asse da stiro aperto all'ingresso e l'intonaco caduto sotto i proiettili che sono finiti sulle pareti. Il finanziere ha scaricato l'intero caricatore della Beretta calibro 9 in dotazione ai militari, lasciando un unico colpo in canna che ha destinato a se stesso. Sui corpi non sembrano esserci segni di colluttazione.
Un normale venerdì pomeriggio, lui aveva indosso abiti borghesi e scarpe, lei era in pantofole, forse si accingeva a stirare. Secondo gli inquirenti si tratta di un raptus, un gesto d'ira improvviso arrivato alla fine di una lunga lite.
L'esame sui due cadaveri è stato effettuato dal medico legale Pietro Falco e dal collega Franco Parente. «Ad uccidere la donna sono stati i proiettili che le hanno colpito la testa», ha detto Falco, che al più tardi martedì effettuerà l'esame autoptico sui corpi. Bisogna capire a che distanza sono stati sparati i colpi, quanti hanno colpito la giovane donna e che margine temporale c'è stato tra l'omicidio e il suicidio. Dai primi rilievi sembra però che sia trascorso un po' di tempo prima che il finanziere, rendendosi conto di quello che aveva fatto, decidesse di togliersi la vita con un colpo al cuore.
Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore del tribunale di Vasto, Giancarlo Ciani. Il comandante provinciale di Chieti e quello della Compagnia di Vasto, Paolo D'Amata e Luigi Mennitti, hanno espresso il cordoglio dell'intero Corpo della finanza. Diversi i colleghi di Desiati giunti anche da Chieuti. Parlano di un gesto incomprensibile, di una persona che amava la vita e lo sport, sempre pacifica e riflessiva, con una passione per il bricolage. Lavorava il legno, aveva costruito da solo il gazebo nel giardino e una serie di sedie e oggetti per la casa. Una coppia normale, che amava il mare e andare in canoa. Gli unici screzi sembravano riguardare i rapporti con i parenti di lui. La moglie era critica nei loro confronti e preferiva non frequentarli. Ma nulla faceva presagire una simile tragedia. Desiati invece era benvoluto dai suoceri, che per lui hanno avuto parole buone: «Lo rispettavamo tanto, non riusciamo a capire». Davanti all'abitazione c'era il fratello di Desiati, mentre la sorella della vittima, che vive fuori regione, è rientrata in serata. Le due salme hanno lasciato l'abitazione per essere trasportate all'obitorio a bordo di un unico furgone.
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