Fondazione D'Annunzio, è bufera sui costiIl preside Bonetta svela le spese ai docenti

Con una lettera ai docenti il preside Bonetta rende noti finanziamenti e organizzazione
CHIETI. Si apre una breccia nella Fondazione dell'Università Gabriele D'Annunzio. Gaetano Bonetta, consigliere di amministrazione e preside di facoltà, rende noti cifre e finanziamenti, e tira fuori anche l'ammontare dell'annualità del presidente Franco Cuccurullo.
Con una lettera inviata a docenti e personale amministrativo, Bonetta svela come vengono utilizzati i fondi e come è organizzata al suo interno la Fondazione, che è un organismo di natura privata che gestisce i soldi dell'Università, quindi pubblici, in maniera privatistica. «L'indennità per il presidente», scrive il preside della facoltà di Scienze della formazione, «prevede un costo che, con annessi oneri fiscali, si aggira sui 300mila euro».
Bonetta, che è componente del consiglio di amministrazione della Fondazione dal momento della sua costituzione, nel 2003, parla di «un esborso annuale di oltre 500mila euro per provvedere ai compensi degli organi istituzionali, amministratori e collegio sindacale». Non dice come vengono divisi, ma si può immaginare che oltre all'indennità del presidente, che è anche rettore, ci sia il compenso del direttore generale, Marco Napoleone, e degli altri consiglieri che, a parte Elio Fontana, che è dirigente di Farmindustria e presidente del nucleo di valutazione dell'Università, sono docenti della D'Annunzio.
«La Fondazione nasce con il dichiarato scopo di procurare risorse aggiuntive all'Ateneo e assicurare e incrementare il sostegno economico alle attività di ricerca e formazione», continua Bonetta, il quale passa poi a spiegare come la Fondazione si sostenga economicamente. «Lo fa attraverso due erogazioni dell'Ateneo: la prima, annuale, di 500mila euro, direttamente alla Fondazione per sostenere i costi per il personale tecnico e amministrativo; la seconda, anch'essa annuale, di quasi 2 milioni di euro, per il solo funzionamento del Cesi e dell'Itab, che non include le spese di manutenzione e quelle dei servizi gestionali. A finanziare le attività scientifiche concorre buona parte del fondo ex 60% dell'Università destinato alla ricerca dei docenti della facoltà di Medicina, che per il corrente anno è di 450mila sul totale di 971,5mila euro. Nel bilancio di previsione 2011, inoltre, è comunque iscritta un'assegnazione di 600mila euro posta fuori dai 4 milioni di euro complessivi del fondo ex 60% dell'Università».
Bonetta nella sua missiva parla «di severe valutazioni sull'opportunità della Fondazione», dicendo che «è inevitabile che l'intera comunità accademica si ponga un interrogativo: vale realmente la pena tenere in piedi un'istituzione così imponente con vantaggi così esigui per l'Università, per giunta destinati a pochi rami scientifici e accademici?». Domande che poste da un consigliere di amministrazione lasciano riflettere. Anche se arrivano dopo la sua avanzata candidatura a rettore e dopo otto anni di attività all'interno della Fondazione con relativa redazione e approvazione dei bilanci.
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