Morto con la moto sull’A14: la vittima è il pescarese Marco D’Amico, aveva 55 anni

Fatale lo schianto con una cisterna. Il conducente del mezzo pesante è indagato per omicidio stradale: sarà ascoltato
LANCIANO. Un giro in moto di prima mattina, chilometri in libertà con l'estate addosso. Poi, all’improvviso, il buio. La vita di Marco D’Amico, 55 anni, di Pescara, si è infranta contro il lato posteriore di un’autocisterna, nel tratto dell’A14 tra i caselli di Ortona e Lanciano. Un impatto violento che non ha lasciato scampo al motociclista. L’elisoccorso del 118, arrivato da Pescara, è ripartito vuoto. Saranno gli accertamenti della polizia stradale a chiarire adesso dinamica e responsabilità. La chiusura del tratto autostradale, per consentire le operazioni di soccorso e i rilievi di legge, ha provocato code di chilometri sulla corsia sud dell’autostrada e sulla viabilità alternativa dell’area frentana.
Intorno alle 9 di ieri mattina la Suzuki Hayabusa bianca, guidata da D’Amico, sta percorrendo la corsia sud dell’autostrada A14, tra i caselli di Ortona e Lanciano. Il centauro è in tuta, probabilmente sta facendo un giro di piacere in moto. Mancano poche centinaia di metri all’uscita di Lanciano, quando la moto di grossa cilindrata impatta contro il mezzo pesante che lo precede, un’autocisterna che trasporta zucchero. Lo schianto avviene al chilometro 412+500, nel territorio di Treglio. Un tratto, in leggera salita, pericoloso poiché vi si arriva in velocità dopo aver percorso un lungo viadotto, mentre i mezzi pesanti tendono a rallentare per affrontare il dislivello. Il centauro sbatte all’angolo sinistro posteriore dell’autocisterna e, disarcionato, rotola sull’asfalto rovente. Il corpo finisce distante diverse decine di metri dalla moto. Immediati scattano i soccorsi. Sul luogo dell’incidente arrivano un’ambulanza del 118, i vigili del fuoco di Ortona, la polizia autostradale di Vasto sud e il personale del 7° Tronco di Pescara di Autostrade per l’Italia. Le condizioni del motociclista appaiono subito molto gravi, tanto da allertare anche l’elisoccorso del 118 che atterra vicino all’uscita dell’autostrada. Ripartirà poco dopo senza caricare nessuno a bordo.
Marco D’Amico resta a terra senza mai riprendere conoscenza. Troppo gravi le lesioni riportate, in particolare alla testa, come dimostrano anche le condizioni del casco che indossava. Nell’incidente mortale non sono coinvolti altri mezzi. Secondo una prima ricostruzione, l’impatto tra la moto e l'autocisterna è avvenuto sulla corsia di sorpasso. Ma la dinamica è ancora tutta da chiarire. Il conducente dell’autoarticolato, un cinquantenne proveniente dalla provincia di Ferrara, sarà ascoltato dalla polizia autostradale di Vasto sud per dare la sua versione. In base alle sue prime dichiarazioni, si sarebbe accorto del centauro solo a impatto avvenuto. Il corpo di Marco D’Amico è stato trasferito all’obitorio di Lanciano, in attesa dell’esame autoptico disposto dalla Procura e che sarà eseguito nei prossimi giorni. Come atto dovuto, il camionista sarà iscritto nel registro degli indagati per omicidio stradale, per permettergli di nominare un consulente di parte. I mezzi sono stati sequestrati.
A seguito del tragico schianto, il tratto autostradale tra Lanciano e Ortona è stato chiuso per consentire le operazioni di soccorso e i rilievi di legge. Numerosi automobilisti sono rimasti incolonnati sotto il sole per circa tre ore: in questo tempo è arrivata a formarsi una coda di mezzi di oltre otto chilometri. Disagi e circolazione bloccata anche sulla Statale 16 Adriatica, da Ortona a Fossacesia, dove è stato deviato il traffico autostradale, ieri particolarmente intenso. A San Vito Marina la polizia locale ha dovuto collocare una segnaletica mobile per evitare il passaggio dei mezzi pesanti, che andavano a riprendere l'autostrada, nel centro abitato del paese. Il tratto dell’A14 è stato riaperto dopo le 12, con il traffico che ha continuato a defluire lentamente.
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