Omicidio-suicidio, si cerca il movente

24 Ottobre 2011

Ascoltati i familiari del finanziere e della moglie. Sequestrata la casa

VASTO. Si cerca il movente che ha spinto Nicola Desiati, finanziere di 47 anni, a colpire a morte con la pistola d'ordinanza la moglie Mirella La Palombara, e poi a togliersi la vita. La sezione anticrimine della polizia ha messo sotto sequestro la casa e ha ascoltato i familiari.

I bossoli dei tredici proiettili sparati da Desiati venerdì sera, nella casa di contrada San Tommaso che condivideva con la moglie, sono stati tutti recuperati. Ora sarà l'esame detto "Stub", per la rilevazione dei residui da sparo, a dare risposte sulla dinamica dell'omicidio-suicidio. Il finanziere ha scaricato un intero caricatore addosso alla moglie (colpita da tre proiettili), poi tutt'intorno sulle pareti della sala da pranzo, e due destinati a se stesso. Desiati ha prima provato a spararsi alla tempia, ma si è colpito solo di striscio, poi un ultimo colpo al cuore.

I corpi dei due coniugi sono stati scoperti solo il giorno dopo la tragedia. Sabato pomeriggio, la madre di lei, preoccupata perché non riusciva a contattare la figlia al telefono, si è fatta accompagnare nella casa di Vasto marina dove la coppia viveva dal matrimonio, celebrato sei anni fa. Inutile bussare. Sono stati i vigili del fuoco a forzare una finestra del retro e a scoprire i cadaveri.

Ieri gli inquirenti sono andati a casa della famiglia La Palombara per cercare di capire se alla base del gesto di Desiati ci sia stato un attacco d'ira furente, giunto al termine di un litigio durato un paio di ore, o se la coppia si trovasse ad affrontare problemi di natura più profonda, forse un'eventuale malattia di uno dei coniugi. Ma per il momento si tratta solo di congetture.

Desiati viene definito da tutti un uomo tranquillo e molto preciso, dedito al lavoro e all'intarsio del legno. Ultimamente però c'è chi dice di averlo trovato più silenzioso, accigliato e stanco. «Quando un soggetto ha uno stato di depressione, gli viene subito tolta l'arma», spiega il comandante della Compagnia di Vasto Luigi Mennitti, «ma in questo caso non ne avevamo contezza». Difficile accorgersene, visto che Desiati svolgeva un lavoro che non lo metteva spesso in contatto con i colleghi. Come archivista operava da solo in una stanza.

La moglie Mirella, impiegata in cassa integrazione alla Gissi Confezioni, era invece una ragazza solare, impegnata nel club alpino di Vasto. Gli unici problemi di salute di cui per ora si è a conoscenza sono quelli legati a una malattia che ne aveva compromesso l'udito, tanto che indossava due protesi audiomediche, e una distorsione alla caviglia che teneva stretta in una fasciatura.

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