Ortona Rainbow Fest: la risposta del Pride all’omofobia sui social

21 Giugno 2026

Dopo gli insulti e le minacce, va in scena l’evento negli spazi di ZooArt. In serata lo show della drag queen Nausica Vamp è un inno alla libertà

ORTONA. Successo bissato per l’Ortona Rainbow Fest, la festa arcobaleno – alla sua seconda edizione – ospitata da ZooArt in occasione del mese del Pride, e inserita nel percorso di avvicinamento all’Abruzzo Pride 2026, che si terrà a Giulianova il 27 giugno. L’attesa era tanta a causa del caso dell’ondata di odio che si è abbattuta sui social nei post di promozione dell’evento, soprattutto su Facebook, all’interno di gruppi di Ortona ma anche di comuni limitrofi e di portata regionale.

I preparativi sono iniziati dalla mattina, con le maestranze dell’associazione ZooArt, guidate da Gabriele Lacché, insieme al promotore Davide Filizzi, impegnate a rendere il suggestivo spazio vista mar, sotto la Passeggiata Orientale, lo scenario perfetto per una festa di libertà. Già dal primo pomeriggio, e durante la serata, la classica calca di curiosi si è assiepata sul cornicione dell’Orientale, la “piccionaia” dei giardini Rapino e Ferretti. Dalle 18, tra aperitivi e musica, gli spazi della 21ª rassegna delle arti contemporanee “Città di Ortona” hanno iniziato a riempirsi, fino a dopo l’orario di cena. Aspettando la vera star della serata: la drag queen Nausica Vamp, che già nel 2024 si è esibita a ZooArt con il suo colorato e provocatorio drag show.

Presenti anche tante famiglie con bimbi al seguito, così come fu due anni fa. Un elemento che riempie di soddisfazione gli organizzatori. «Noi omosessuali siamo stati proprio dei bambini che in molti casi hanno sofferto, basta tirarli in ballo ogni volta quando si parla di Pride e di temi legati al mondo Lgbtq+», aveva detto infatti proprio Filizzi al Centro commentando alcuni dei commenti omofobi comparsi sui social. Derisioni, insulti, scandalismi, minacce e addirittura frasi inneggianti a Roberto Vannacci. «Quando si insedierà lui, certi raduni saranno solo un ricordo», ha scritto un utente. Il tutto ha generato anche reazioni politiche all’interno del centrosinistra locale e regionale. Quella frase inneggiante a Vannacci è stata poi bollata come «stupida» dal responsabile cittadino dei vannacciani Fernando Di Camillo. Un clima che non ha fermato il Pride.

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