Lanciano

Promette amore su Facebook ma è un truffatore: denunciato, ha sottratto 220mila euro a 12 vittime

21 Giugno 2026

Nei guai un 55enne per una serie di raggiri a sfondo sentimentale. L’uomo aveva creato 20 profili falsi: instaurava relazioni a distanza e chiedeva soldi per biglietti e cure

LANCIANO. Faceva leva sui sentimenti e sulla fragilità di persone che, malgrado il passare degli anni, non hanno mai smesso di credere all'anima gemella. Ma invece dell'amore hanno trovato l'inganno. Sono dodici finora le vittime accertate della cosiddetta “truffa sentimentale” scoperta dalla guardia di finanza, che ha denunciato F.D.R., 55 anni, di Lanciano. Attraverso profili social falsi, instaurava finte relazioni sentimentali con le vittime, a cui poi chiedeva soldi con le scuse più disparate. Le fiamme gialle frentane hanno accertato erogazioni di denaro per oltre 220mila euro. Nella sua diabolica rete sono finiti uomini e donne, la maggior parte tra i 70 e gli 80 anni d'età, ma tre sono poco più che cinquantenni. Due dei malcapitati sono dell'area frentana, il resto dei truffati risiede in varie parti della penisola. L'indagine dei finanzieri della compagnia di Lanciano, coordinati dal capitano Domenico Siravo, è scaturita da segnalazioni di operazioni sospette riguardanti carte di credito ricaricabili, risultate intestate tutte al 55enne. Fin dai primi accertamenti, le movimentazioni in accredito sono apparse incompatibili con la posizione economica e reddituale dell'intestatario. Dall'analisi incrociata della documentazione bancaria e dalle testimonianze raccolte da chi aveva disposto i pagamenti incriminati, le fiamme gialle sono riuscite a ricostruire il sistema fraudolento ingegnato dall'uomo.

La truffa scoperta è riconducibile a fenomeni noti come “catfishing” o “romance scam”, raggiri sempre più diffusi anche nel nostro Paese, che sfruttano la vulnerabilità emotiva di persone sole. Il presunto truffatore creava profili falsi su Facebook e sui siti d'incontri, utilizzando foto di persone reali, recuperate da social network e archivi privati, o immagini generate dall'intelligenza artificiale. I profili – almeno venti quelli creati – venivano arricchiti di informazioni biografiche inventate e studiate per risultare accattivanti. Si fingeva “Pascal” o “Vivienne”, a seconda se il malcapitato era donna o uomo. La relazione iniziava con una serie di messaggi e un approccio delicato per arrivare a conquistare la fiducia dell'altro. Si presentava come straniero o italiano residente all'estero, in modo da frapporre centinaia di chilometri tra sé e il malcapitato. Una volta instaurata la giusta confidenza, manifestava all'ignaro interlocutore l'intenzione di intraprendere una relazione seria e di iniziare a vedersi. A quel punto chiedeva alla vittima denaro per biglietti aerei o del treno così da poterla raggiungere in Italia, salvo poi accampare scuse per non partire.

In altri casi c'erano beghe da sistemare prima di partire: affitti da saldare, soldi da restituire, questioni ereditarie, per cui chiedeva aiuto all'amato o amata. A volte l'asticella si alzava: a impedire la partenza era un problema di salute di un familiare stretto, da far sottoporre a un intervento serio e costoso, dopo il quale sarebbero stati liberi di vedersi. A una sola vittima, persona abbiente, sarebbe riuscito a spillare 80mila euro. Era abile a evitare telefonate e videochat (“Preferisco vederti di persona”, era una delle migliori scuse) e a sparire all'improvviso dopo aver incassato il denaro. Ai malcapitati chiedeva di inviare i bonifici all'Iban di un “amico”, in realtà il suo, a cui era intestata una decina di carte. Da qui il denaro veniva prelevato e accreditato altrove. L'uomo è stato denunciato alla Procura di Lanciano per truffa e sostituzione di persona. Oltre al danno economico, la presunta condotta criminale ha avuto ripercussioni psicologiche sulle vittime: c'è chi continua a essere convinto che la relazione fosse reale e chi prova un senso di vergogna per l'inganno subito.

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