Parker, la dirigenza incontrerà la rsu

26 Luglio 2012

Uno spiraglio per i 25 esuberi, il 3 agosto la responsabile per l’Europa a colloquio con i lavoratori

ORTONA. Forse si apre uno spiraglio per i 25 dipendenti della Parker su un totale di 98 considerati dalla proprietà americana esuberi e da mandare direttamente in mobilità, senza usufruire degli ammortizzatori sociali. Da quanto riferito dai sindacati, ieri durante le sciopero di 8 ore dei lavoratori davanti ai cancelli della fabbrica, sarà a Ortona dal 30 luglio al 3 agosto il responsabile a livello europeo della Parker, Liliana Cozzi per incontrare le rappresentanze, le istituzioni locali e non solo, per cercare di risolvere il problema dei 19 operai e 6 impiegati che rischiano di perdere il loro posto di lavoro.

«Nei due incontri con l'azienda», ricordano le rsu, «questa è rimasta sempre sulle sue posizioni, ossia tagliare 25 dipendenti, mettendoli subito in mobilità. La proprietà ha rigettato tutte le nostre richieste,come: la cassa integrazione straordinaria, i contratti di solidarietà, perché a suo parere non ce ne sono le condizioni». I lavoratori ieri hanno scioperato contro le decisioni prese dal management che «oltretutto non ha ancora presentato il nuovo piano industriale dello stabilimento».

Al presidio hanno partecipato anche i referenti sindacali provinciali e regionali e il sindaco Vincenzo D'Ottavio. «Chiediamo con forza di poter usufruire di tutti gli ammortizzatori sociali», ribadiscono le rsu, «i lavoratori continuano lo stato di agitazione e attendono l'arrivo della dottoressa Cozzi. Un incontro molto importante per giungere, si spera, a una soluzione».

L'azienda Parker di contrada Tamarete produce tubi per piattaforme petrolifere di grandi dimensioni e di una certa tecnologia. Le commesse sono quasi tutte a livello internazionale e gli operai dicono di lavorare poco con il territorio, di non essere legate più di tanto all'indotto dell'Eni in forte crisi. Eppure il problema c'è e colpisce una forza lavoro quasi tutta giovane.

«Gli ammortizzatori sociali», precisa Arnaldo Schioppa, coordinatore regionale della Uil-Cem, «servono a mantenere stretto il rapporto lavoratore-azienda e allungare i tempi affiché ci sia un rilancio dell'attività produttiva, recuperando magari la produzione persa e anche le quote di mercato». «E' la prima volta che la Parker prende decisioni così rigide», aggiunge Ettore Di Natale, della segreteria provinciale Femca-Cisl, «e pare che l'azienda sia sana. Detto questo, chiediamo un piano di rilancio serio, negli interessi dei lavoratori e del territorio, e anche la vicinanza delle istituzioni comunali».

Allo sciopero ha espresso solidarietà ai lavoratori Massimo Nardinocchi, di Iniziative Industriali, anch'essa in difficoltà: «la situazione lavorativa a Ortona è grave, anzi peggiora sempre di più. La politica ha fatto tante chiacchiere, ma l'unica realtà è che le aziende stanno chiudendo. La classe dirigente ci deve dire che cosa dobbiamo fare».

Lorenzo Seccia

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