Vasto

Petizione popolare per Domenico Racanati: «Anticipate il dragaggio del fiume»

21 Giugno 2026

La richiesta: accelerare le ricerche del marittimo disperso nel Trigno dallo scorso 2 aprile

VASTO. Dopo gli appelli da Montenero di Bisaccia e Bisceglie parte anche una petizione per sollecitare le autorità preposte a rimuovere i detriti che nascondono l’auto e il corpo di Domenico Racanati, 53 anni, il marittimo disperso dal 2 aprile scorso. L’oggetto della petizione è stato inviato per conoscenza alla procura di Larino, alle prefetture interessate, alle due Regioni, ai Comuni coinvolti e a tutti gli enti del tavolo tecnico previsto per il 15 luglio.

«Noi cittadini», si legge nel documento, «insieme alla famiglia Racanati chiediamo alle istituzioni competenti di valutare con la massima urgenza l’anticipazione del tavolo tecnico previsto per il 15 luglio e di accelerare tutte le procedure amministrative, tecniche e autorizzative necessarie per consentire il proseguimento delle ricerche. Desideriamo anzitutto ringraziare tutte le donne e gli uomini che, dal primo giorno, hanno partecipato alle attività di ricerca con impegno, professionalità e dedizione. Il loro lavoro rappresenta un esempio di servizio e vicinanza che la famiglia non dimenticherà mai. Tuttavia, il tempo continua a scorrere. Dalle informazioni rese pubbliche emerge che le operazioni di dragaggio del fiume Trigno, ritenute necessarie per approfondire le verifiche delle anomalie già individuate, potrebbero essere discusse soltanto nel corso del tavolo tecnico fissato per il 15 luglio. Questo significa che potrebbero trascorrere ancora settimane prima che vengano assunte decisioni operative su accertamenti considerati fondamentali. Comprendiamo pienamente la necessità di rispettare procedure, competenze e norme di sicurezza. Allo stesso tempo, riteniamo che una situazione tanto delicata meriti ogni possibile sforzo per ridurre i tempi e favorire il rapido svolgimento delle attività necessarie. La nostra richiesta non è una critica verso chi sta lavorando, ma un appello affinché tutte le istituzioni coinvolte possano verificare la possibilità di anticipare il confronto tecnico e di accelerare ogni passaggio utile alle operazioni sul campo. Dietro questa vicenda non vi è soltanto una procedura amministrativa. Vi è una famiglia che da settimane vive nell’attesa, nel dolore e nell'incertezza. Chiediamo quindi che venga fatto tutto ciò che è possibile per evitare ulteriori ritardi e per consentire che le attività necessarie possano svolgersi nel più breve tempo compatibile con la legge e con la sicurezza».

L’appello si conclude con la richiesta di firma e condivisione a chiunque abbia a cuore il caso Racanati.

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