Recinzioni, Forte (Pd) accusa il centrodestra

Il presidente del consiglio: «Documento con undici firme votato solo da quattro esponenti»
VASTO. «Minoranze incoerenti sulle recinzioni». Il presidente del consiglio comunale Giuseppe Forte (Pd) punta l'indice contro l'opposizione che ha presentato un ordine del giorno alternativo a quello proposto ed approvato dalla maggioranza contro le reti metalliche in spiaggia. Sull'arenile ingabbiato si è acceso lo scontro in aula tra i due poli.
«Il documento è stato sottoscritto da undici consiglieri, ma è stato votato solo da quattro esponenti del centrodestra, cioè Etelwardo Sigismondi, Giuseppe Tagliente, Nicola Soria e Manuele Marcovecchio, mentre il rappresentante dell'Api, Alessandro La Verghetta, non ha partecipato al voto», sottolinea Forte all'indomani dell'assemblea civica che con sedici voti ha dato il via libera ad un ordine del giorno, proposto dalla maggioranza di centrosinistra, che invita il consiglio regionale «a revocare le norme relative al demanio marittimo», invitando la «giunta regionale ed il suo presidente a prendere i dovuti provvedimenti».
Per Forte il consiglio comunale si è rivelato importante anche per l'approvazione del conto consuntivo 2009 che, come ha spiegato ieri in conferenza stampa l'assessore alle Finanze, Domenico Molino (Pd), rispetta il patto di stabilità e presenta un avanzo di amministrazione di circa 42mila euro, con tagli consistenti soprattutto alle voci relative all'acquisto di beni e alle spese legali.
Ma sul documento contabile si appuntano le critiche del centrodestra. Per Sigismondi, coordinatore del Pdl, «il consuntivo portato in approvazione è da considerarsi il peggior rendiconto amministrativo della storia del comune di Vasto. Le cifre confermano l'esatta percezione di un'amministrazione ferma, incapace di fare investimenti e soprattutto non in grado di dare all'ente una reale programmazione», aggiunge Sigismondi, secondo il quale gli errori di programmazione «hanno provocato una contrazione delle spese e minori servizi e investimenti per la città».
«Il documento è stato sottoscritto da undici consiglieri, ma è stato votato solo da quattro esponenti del centrodestra, cioè Etelwardo Sigismondi, Giuseppe Tagliente, Nicola Soria e Manuele Marcovecchio, mentre il rappresentante dell'Api, Alessandro La Verghetta, non ha partecipato al voto», sottolinea Forte all'indomani dell'assemblea civica che con sedici voti ha dato il via libera ad un ordine del giorno, proposto dalla maggioranza di centrosinistra, che invita il consiglio regionale «a revocare le norme relative al demanio marittimo», invitando la «giunta regionale ed il suo presidente a prendere i dovuti provvedimenti».
Per Forte il consiglio comunale si è rivelato importante anche per l'approvazione del conto consuntivo 2009 che, come ha spiegato ieri in conferenza stampa l'assessore alle Finanze, Domenico Molino (Pd), rispetta il patto di stabilità e presenta un avanzo di amministrazione di circa 42mila euro, con tagli consistenti soprattutto alle voci relative all'acquisto di beni e alle spese legali.
Ma sul documento contabile si appuntano le critiche del centrodestra. Per Sigismondi, coordinatore del Pdl, «il consuntivo portato in approvazione è da considerarsi il peggior rendiconto amministrativo della storia del comune di Vasto. Le cifre confermano l'esatta percezione di un'amministrazione ferma, incapace di fare investimenti e soprattutto non in grado di dare all'ente una reale programmazione», aggiunge Sigismondi, secondo il quale gli errori di programmazione «hanno provocato una contrazione delle spese e minori servizi e investimenti per la città».
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