Sesso per la casa popolare a Chieti, l’ex assessore condannato e licenziato dalla Asl

21 Gennaio 2015

Il gup accetta il patteggiamento di Ivo D'Agostino e lo condanna a 3 anni e 3 mesi (pena non sospesa come Berlusconi) più un risarcimento di 47 mila euro e la pena accessoria dell'estinzione del rapporto di lavoro

CHIETI. Ivo D’Agostino patteggia. Il gup Redaelli ha accettato la richiesta dei legale dell’ex assessore del Comune di Chieti arrestato un anno e mezzo fa per sette presunte violenze e altrettante concussioni su sette donne. D’Agostino dovrà scontare 3 anni e 3 mesi di carcere e pagare un risarcimento di 47mila euro alle vittime. Come pena accessoria il gup ha stabilito l'interdizione perpetua dai pubblici uffici e l'estinzione di rapporto di lavoro che ha con la Asl, quindi licenziato.

Redaelli non  ha sospeso la pena, quindi D'Agostino non dovrebbe andare in carcere perché la pena è inferiore ai 4 anni ma, come già accaduto all'ex premier Silvio Berlusconi, dovrebbe scontare la pena ai servizi sociali. La difesa ha dunque deciso di presentare ricorso in cassazione.

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La decisione del gup arriva per una serie di coincidenze in una giornata cariche di polemiche sul caso. D’Agostino è arrivato in tribunale alle 9 scortato dai suoi avvocati. “Scusi, D'Agostino, ha letto le dichiarazioni del sindaco Di Primio sul centro di oggi? Dice che una delle sette donne che l'accusano si è inventata tutto...”. L'ex assessore ha in mano il giornale. Guarda il cronista con aria stralunata e dice: “Non so neanche di che stai parlando... Ho la testa troppo confusa...” e torna dai suoi legali in attesa dell'udienza.

Il clima é tesissimo. E lo diventa ancora di più quando un avvocato urla: “Non mi riprendete, non sono un attore famoso”. Poi riprende l'attesa. Fino a che il gup non decide di accettare il patteggiamento: 3 anni e 3 mesi di carcere ma soprattutto delle pene accessorie che soddisfano le attese delle vittime degli abusi.