Wts, ordine da 15 milioni per gasdotto in Australia

4 Dicembre 2012

L’industria contribuirà a realizzare l’impianto più grande al mondo Oltre la crisi, l’azienda teatina in tre anni è passata da 350 a 500 lavoratori

CHIETI. Ci sarà una componente teatina in un progetto curato da un’azienda statunitense in Australia. Segno che il panorama industriale teatino non è fatto solo di battaglie sindacali e ridimensionamenti aziendali. Alcune imprese resistono alla crisi e reagiscono investendo in ricerca e nuove tecnologie – 40 milioni negli ultimi tre anni – e superando la concorrenza mondiale. È il caso del gruppo Walter Tosto, leader negli impianti di caldareria per l’Oil&Gas, che ha ottenuto una commessa da 15 milioni di dollari. Per questa cifra assicurerà sei apparecchi alla Bechtel Oil, Gas and Chemicals inc. di Houston, negli Stati Uniti, una delle più grandi società di ingegneria e costruzione al mondo, con 50 mila dipendenti.

Le attrezzature arriveranno al progetto Wheatston Lng, in Australia occidentale e saranno usate per estrarre gas naturale.

Un risultato ottenuto grazie agli investimenti del gruppo, che negli ultimi anni non si sono mai fermati nonostante la recessione. In tempi in cui le cronache sono costellate delle vicende di aziende in crisi, la Walter Tosto ha assunto 150 dipendenti in tre anni, al punto che oggi 500 persone lavorano per il gruppo teatino.

L’impianto da 15 milioni di dollari sarà sviluppato dalla Chevron Australia pty.ltd e diventerà il più grande al mondo, in grado di processare 15 milioni di tonnellate ogni anno di gas naturale liquefatto. Un volume che trasformerà l’Australia nel secondo esportatore mondiale di gas. Le previsioni dicono che in un decennio il continente potrebbe superare il Qatar e raggiungere il primo posto.

«Per Bechtel», spiega l’amministratore del gruppo, Luca Tosto, «realizzeremo gli apparecchi ritenuti più critici ai fini del processo dell’impianto: due Heavies Removal Column, due Ethylene Surge Drums e due Heavies Removal Column Feed Separator. Tutti», prosegue, «sono in acciaio inossidabile e in alcuni casi raggiungono uno spessore del mantello della misura record di 171 millimetri». Il gas naturale liquefatto che sarà estratto in Australia grazie alle componenti realizzate dalla Walter Tosto viene ottenuto tramite la depurazione e la disidratazione del gas naturale. In seguito questo viene sottoposto a raffreddamento e condensazione. Ne deriva un prodotto inodore e trasparente, costituito da una miscela composta prevalentemente da metano con etano, propano, butano e azoto. Il vantaggio della liquefazione consiste nel ridurre il volume specifico del gas di 600 volte in condizioni normali. Così si riducono i costi per lo stoccaggio e il trasporto. Il lavoro della Walter Tosto non si ferma qui. Il gruppo non teme la crisi e prevede di superare i 90 milioni di euro di ricavi entro la fine dell’anno, anche grazie alla commessa ottenuta battendo i competitori internazionali.

Francesca Rapposelli

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