Altri due mesi di cassa integrazione all’azienda 3G

29 Ottobre 2012

SULMONA. Scattano altri due mesi di cassa integrazione alla 3G, il call center sulmonese che dà lavoro a 400 persone. L’accordo, firmato mercoledì da Cgil, Cisl e Uil, ha visto il no dell’Ugl. Il...

SULMONA. Scattano altri due mesi di cassa integrazione alla 3G, il call center sulmonese che dà lavoro a 400 persone.

L’accordo, firmato mercoledì da Cgil, Cisl e Uil, ha visto il no dell’Ugl. Il sindacato, che non si dice contrario alla formazione, intende far recuperare ai lavoratori i buoni pasto sospesi da gennaio e il premio di risultato. Da qui una lettera all’azienda e all’Unione provinciale degli industriali.

«La ricreazione è finita», avverte Piero Peretti, segretario regionale dell’Ugl, «non siamo contrari alla formazione, ma avendo visto la mancata apertura dell’azienda nei confronti delle nostre richieste sui buoni pasto, sospesi unilateralmente a gennaio, e sulle indennità di risultato di 260 euro all’anno ad ogni lavoratore, non abbiamo firmato».

«A questo punto», prosegue il segretario regionale dell’Ugl, «avvieremo ricorsi individuali, dopo aver spedito una lettera di messa in mora all’azienda e aver avvertito le autorità competenti del mancato rispetto del contratto collettivo nazionale e dei precedenti accordi».

La cassa per formazione, il cui quinto mese scadrà il 31 ottobre, viene pagata dall'Inps al 60 per cento, con i dipendenti che continuano a lavorare e ad accantonare le somme per il tfr (trattamento di fine rapporto) e le tredicesime.

Si tratta quindi di un modo previsto dalla legge per fare cassa, abbattere i costi del personale e renderlo più competitivo e preparato in un settore in cui la concorrenza è feroce.

«Non capiamo poi la mancata apertura dell'azienda alla luce anche del fatto che nelle ultime settimane è arrivata l'importante commessa dell'Enel, che darà una boccata di ossigeno fondamentale per i prossimi cinque anni», conclude Peretti, «proprio per questo non ci spieghiamo questo atteggiamento. Siamo consapevoli della crisi di questo territorio, ma noi dobbiamo tutelare i lavoratori e non fare da stampella all’azienda».

Il call center sulmonese, coi suoi 400 operatori, rappresenta la seconda realtà produttiva dell’intero Centro Abruzzo. Dopo la Magneti Marelli, infatti, la 3G resta la seconda roccaforte occupazionale del territorio. Per questo, le vicende che la riguardano sono seguite sempre con grande attenzione in città.

Solo a settembre dell'anno scorso l'azienda non aveva rinnovato i contratti a tempo determinato a 90 operatori, sollevando critiche e preoccupazioni di sindacati e rappresentanti istituzionali.

Il gruppo 3G Srl venne fondato nel 2000 a Saronno, con direzione a Roma e sedi a Sulmona, Chieti e Campobasso. Sono mille e 200 i collaboratori in totale, per un fatturato annuo che supera i 20 milioni di euro.

Federica Pantano

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