Pagliariccio: «Antifascista? Sto con la Costituzione, non con le etichette del passato»

L’intervista alla consigliera aquilana FdI: «Biondi fa bene, basta contrapposizioni ideologiche. Remigrazione? Supporto al rientro degli italo-discendenti e alla natalità italiana»
Rompiamo subito il ghiaccio e dica da che parte sta: riesce a dichiararsi antifascista?
«Sono una rappresentante delle istituzioni della Repubblica e mi riconosco pienamente nella Costituzione italiana. Il mio impegno politico è nel presente, non nelle categorie del passato».
Quindi sta col sindaco Biondi, ovvero con gli “anti-niente”...
«Il sindaco ha detto una cosa semplice: la politica dovrebbe costruire, non definirsi per contrapposizioni ideologiche».
C’è una linea sottile, che può diventare scivolosa, che separa il lessico della politica dalle sue conseguenze concrete. Una linea che oggi passa anche da parole che dividono, evocano, inquietano: antifascismo, remigrazione, identità, interesse nazionale. Termini che tornano con forza nel dibattito pubblico e che, nel contesto aquilano e abruzzese, hanno acceso una polemica che ha valicato l’ambito locale. In questo clima, per certi versi avvelenato, Claudia Pagliariccio (46 anni, madre di due figli, in passato Azione Universitaria, Gioventù Nazionale e “La Destra”, esponente di Casapound e oggi consigliere comunale aquilano di FdI) sceglie di non arretrare. Rivendica il proprio ruolo istituzionale di consigliere comunale, respinge etichette, difende scelte e frequentazioni politiche che hanno sollevato interrogativi e critiche, dentro e fuori il suo partito. Lo fa con un linguaggio netto, che punta a spostare l’asse dal terreno simbolico a quello che definisce della «responsabilità» e della «legalità». In questa intervista emerge un confronto serrato su nodi sensibili: il rapporto con l’antifascismo, la partecipazione a reti e iniziative controverse, il significato politico della parola “remigrazione”, il confine – sempre più discusso – tra memoria, identità e azione di governo. Un faccia a faccia che costringe a guardare dentro il linguaggio del potere e a interrogarsi su cosa significhi, oggi, rappresentare una comunità in un tempo di fratture profonde e di parole che pesano quanto i fatti.
Pagliariccio, restiamo alla stretta attualità. Le telecamere di “Piazza Pulita” su La7 l’hanno immortalata mentre il sindaco Pierluigi Biondi, in occasione della cerimonia inaugurale di Capitale della Cultura, cercava di “proteggerla” dalle domande incalzanti, appunto, sull’anti-fascismo. Cosa ha provato?
«Non me l’aspettavo, di certo sono stati invadenti».
Ma ci chiarisca il punto. Esiste o no, la questione, all’Aquila, in Abruzzo o magari in Italia?
«Assolutamente no. La sinistra non ha né temi né progetti e agita questi spauracchi semplicemente con lo scopo di accendere le polemiche».
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