Appendicite scambiata per gastrite, la Asl apre un'indagine interna

L’azienda sanitaria intende verificare se ci siano state responsabilità nell’operato dello staff medico. Al vaglio le condizioni del bambino al momento dell’arrivo in pronto soccorso e le altre decisioni
SULMONA. L’Asl ha ufficialmente aperto un’indagine interna per fare luce sulla vicenda del bambino di nove anni operato d’urgenza a causa di un’appendicite scambiata per gastrite. A ricostruire quelle ore drammatiche vissute all’ospedale di Sulmona è la madre del minore che chiede chiarezza. «È una vicenda incredibile», racconta la donna, riferendosi al caso già emerso nei giorni scorsi. Il figlio aveva iniziato ad accusare forti dolori addominali e vomito continuo. Dopo aver contattato la guardia medica della Casa della Comunità di Sulmona, la madre si è recata con il bambino nella struttura. «Il bambino urlava dal dolore solo a toccargli le gambe e camminava completamente piegato in due». Poi la corsa al Pronto Soccorso, l’invio in Pediatria e, secondo la madre, una prima valutazione che avrebbe ricondotto i sintomi a una semplice gastrite. Il bambino sarebbe stato dimesso con l’indicazione di assumere pane secco e bevande zuccherate. Le sue condizioni, però, continuavano a peggiorare.
La madre è tornata al Pronto Soccorso, dove un infermiere ha fatto nuovamente valutare il piccolo. Prelievi ed ecografia hanno evidenziato l’appendicite acuta. Il bambino, che aveva già subìto un intervento al cuore, è stato trasferito nella Chirurgia Pediatrica di Pescara, dove è stato operato d’urgenza il giorno dopo. «Devo una gratitudine enorme all’infermiere e al medico del Pronto Soccorso di Sulmona», sottolinea la madre, che ora chiede verifiche sulla gestione delle ore precedenti alla diagnosi. Secondo l’azienda sanitaria, al piccolo sarebbero stati eseguiti esami del sangue, un’ecografia e una valutazione chirurgica. Il chirurgo avrebbe indicato il ricovero in Pediatria poiché il reparto di Chirurgia risultava al completo.
A quel punto, sempre secondo la ricostruzione dell’Asl, i genitori avrebbero firmato assumendosi la responsabilità della decisione e scelto di trasferire autonomamente il figlio all’ospedale di Pescara, non accettando il ricovero nel reparto pediatrico di Sulmona. Al Santo Spirito, nuovi accertamenti avrebbero evidenziato l’appendicite, rendendo necessario un intervento chirurgico d’urgenza. L’indagine interna avviata dalla Asl dovrà ora ricostruire nel dettaglio tempi, visite, esami, referti e decisioni assunte durante la permanenza del bambino a Sulmona. Sarà inoltre necessario chiarire quale fosse il quadro clinico nei diversi momenti della presa in carico e quali informazioni fossero disponibili ai sanitari quando sono state adottate le varie decisioni. L’azienda sanitaria valuterà anche l’eventuale esistenza di profili di responsabilità disciplinare. Sul piano giudiziario, invece, saranno gli accertamenti dell’autorità competente a stabilire se emergano ulteriori responsabilità.
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