Capistrello, esplode bombola: ex minatore muore nel garage

6 Marzo 2014

Capistrello, il 75enne stava scaldando la pappa del cane su un fornellino La moglie è rimasta ferita lievemente, il figlio si è salvato perché era al bar

CAPISTRELLO. Un boato spaventoso, l’aria che si fa pesante e un ex minatore perde la vita. Per un’esistenza intera si è trovato in mezzo al grisù e all’alto rischio di esplosioni sotterranee. Invece è morto nel suo garage mentre scaldava la pappa del cane meticcio al quale era molto affezionato.

LE FOTO L'esplosione e i soccorsi

Martino Murzilli, 75 anni, è morto ieri pomeriggio, appena dopo le 15.30, mentre era nel garage adiacente alla sua abitazione, in piazza Ricetto, nella parte alta di Capistrello. Il suo corpo è stato scaraventato per oltre cinque metri da una violenta esplosione, provocata dalla perdita di una bombola a gas che alimentava un fornellino. All’interno dell’abitazione, che si trova di fianco al garage, c’era sua moglie, Gina Bisegna, che ha riportato delle ferite su tutto il corpo ma non è in pericolo di vita. Murzilli è morto insieme al suo cagnolino, da cui non si separava mai e che era entrato con lui in garage, perché proprio lì il suo padrone gli scaldava il cibo.

Una scena agghiacciante quella che si sono ritrovati di fronte gli altri abitanti della piazzetta, i quali si sono riversati subito in strada, terrorizzati dal boato. In pochi minuti tutto il paese si è diretto di corsa verso la parte alta del paese, per cercare di capire cosa fosse accaduto. E subito si è temuto per il peggio. Nello sgomento i residenti hanno commentato il tragico destino che unisce nel dolore un’intera famiglia. Una settimana fa una parente stretta della vittima ha tentato di togliersi la vita, sul monte Salviano, dando fuoco a una bottiglia di ammoniaca mentre era nella sua auto. Fortunatamente alcuni sportivi che erano sulla via del Santuario per fare jogging sono riusciti a tirarla fuori dall’auto e i carabinieri subito intervenuti sono riusciti a spegnere con un estintore le fiamme che l’avvolgevano. Martino Murzilli era anche il padre di Alfio, muratore di 51 anni, morto tragicamente in un incidente sul lavoro a Castellafiume. Era il luglio del 2009.

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Il primo ad entrare nell’abitazione, ancora avvolta dal fumo e dalle fiamme che uscivano da quello che rimaneva del garage, è stato un vicino, molto affezionato alla famiglia Murzilli, Cladinoro Di Domenico.

Immediatamente, sul posto sono giunti i carabinieri della locale stazione, al comando del maresciallo Vincenzo Mella. All’arrivo dei militari ancora non c’era certezza che in casa ci fossero solo i due anziani. Si è temuto che ci fosse anche il figlio Natalino che poi però è accorso. Si trovava in un bar. Sul posto sono arrivati i soccorritori del 118 dell’ospedale di Avezzano, coordinati dalla dottoressa Rosalia Di Sciullo e quelli dell’elisoccorso dall’ospedale dell’Aquila, con la dottoressa Nada Garbuglia, che ha accertato la morte di Murzilli.

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Tempestivo l’intervento dei vigili del fuoco della caserma di Avezzano, che hanno lavorato ore per spegnere le fiamme e mettere in sicurezza l’intera area. La prima squadra ad arrivare è stata quella della caserma di Avezzano coordinata dal caposquadra Enzo Albanese e dal capo del gruppo Aldo Ciuffetelli. La squadra, subito dopo, è stata supportata dall’arrivo di altri mezzi. Sul posto anche il sovrintendente capo del commissariato di pPolizia Sandro Giordani e Angelo Almonte. Giunte le pattuglie dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Tagliacozzo e due pattuglie della compagnia di Avezzano.

Gli operai dell’Enel sono intervenuti a causa della caduta di un palo per ripristinare l’energia elettrica. I pezzi della Citroen C2 che era nel garage, infatti, sono stati scaraventati a decine di metri di distanza e sono finiti nella parte sottostante, precipitando su uno dei pali in cemento e sradicandolo.

In serata è arrivato anche il tenente colonnello del comando provinciale Andrea Ronchey. La Procura della Repubblica ha aperto ora un fascicolo, titolare del procedimento è il procuratore Maurizio Maria Cerrato.

Magda Tirabassi

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