I ragazzi e la crisi: la colpa è dei politici

10 Maggio 2013

Da un sondaggio del Rotary Avezzano emerge un forte disagio giovanile Il presidente Caputi: mi sorprende molto il distacco dalla Chiesa e dallo Stato

AVEZZANO. Il titolo, già di per sè, guarda in prospettiva con un certo pessimismo: “Diventare adulti al tempo della crisi-una ricerca sui giovani della Marsica” di Geraldina Roberti e Giuseppe Anzera. Il volume è stato presentato al teatro dei Marsi su iniziativa del Rotary Club di Avezzano. Lo scopo del volume è quello di rappresentare le aspettative e i desideri degli studenti attraverso un sondaggio che ha preso in esame un campione di studenti delle classi quinte delle scuole superiori di Avezzano.

Ne abbiamo parlato in redazione con il presidente del Rotary, Anselmo Caputi.

Siete soddisfatti dei risultati raggiunti con questo sondaggio?

«Sono soddisfatto per come è stato risposto e per la partecipazione di tutti i ragazzi, ma mi soddisfano anche i risultati perché, come sospettavo, la realtà vostra è diversa da come immaginavamo. Mi ritengo poco soddisfatto, invece, del mondo degli adulti, delle istituzioni, dei politici, dei genitori».

In base ai dati ottenuti, quanto pensate che le famiglie possano influenzare i propri figli nella scelta universitaria?

«Nel sondaggio c'è una domanda in cui si mettono in relazione le scelte personali con la professione di genitore. C'è ancora influenza da parte della famiglia di origine».

Cosa ne pensate del fatto che oggi il 92% dei ragazzi sia così disgustato dalla politica? E quali domande l’hanno colpita di più?

«Diciamo che oggi, parlare male della politica è come sparare sulla Croce Rossa, visti i comportamenti avuti dai politici negli ultimi decenni. Infatti, la categoria che esce più distrutta dall'indagine è proprio quella dei politici che ha il 92% di disapprovazione, un valore esorbitante. Alcune risposte mi hanno colpito perché sfatano alcuni luoghi comuni. Per esempio, tra le cose importanti ai primi posti figurano salute, famiglia, pace e libertà. Agli ultimi politica e religione. Ala domanda “A chi tirivolgi in caso di bisogno” al primo posto ci sono genitori, amico, fidanzato, fratelli, sorelle. Agli ultimi insegnanti e sacerdote. Anche la magistratura appare distante come tutto lo Stato in genere».

Da dove è partita l'idea di scrivere questo libro? Siete soddisfatti del risultato?

«L'idea è del Rotary club Avezzano che quest'anno ha scelto il progetto Rotary per i giovani. Quindi, questa indagine è stata voluta per dare ascolto a voi. Spesso, in questa società sta mancando la capacità di ascolto dell'altro. Ognuno è prigioniero delle proprie idee e difficilmente si mette in confronto con gli altri. Ecco perché abbiamo voluto questa indagine: per dare un'opportunità a chi ha rapporti quotidiani con voi, per ascoltarvi, conoscervi meglio e fare politiche più consone ai vostri bisogni».

In ambito giovanile quali progetti avete in mente per il futuro?

«Ogni anno il Rotary cambia presidente e poi ci sono progetti che si sviluppano su più anni. Noi non vogliamo fermarci qui e non vogliamo che sia un libro da mettere su uno scaffale. Faremo In modo che sia gli amministratori locali, sia i presidi ne tengano conto. La prossima iniziativa, d'accordo con il sindaco, è un forum con tutti i politici del territorio, dal Parlamento in giù, per analizzare, discutere questo libro e focalizzare qualche iniziativa da parte loro».

Nel sondaggio una percentuale molto alta di ragazzi e soprattutto di ragazze vuole iscriversi all’università (68,4%) perché desidera laurearsi, mentre una quantità inferiore di giovani (21%) non vuole perdere tempo, quindi ha intenzione di iniziare a cercare lavoro subito dopo il diploma. Tra i tanti problemi che loro giustamente identificano, uno dei più gravi è quello della segregazione formativa degli alunni stranieri che scelgono in massa gli istituti tecnici e l’influenza del grado di istruzione paterna che condiziona la scelta del percorso scolastico del ragazzo.

Sara Gualtieri, Fabrizio Calfapietra, Antonio Rauccio, Federico Grassi, Andrea Rosati

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